Modena, 7 Settembre 2009,
Falerio - Tenuta Cocci Grifoni
Vino acquistato nelle Marche durante la vacanza a San Benedetto del Tronto. Appare alla vista cristallino, giallo paglierino e consistente con copiose lacrime. Al naso è abbastanza intenso, abbastanza complesso, prevalgono i profumi secondari di fiori (biancospino e acacia) e frutta a polpa bianca. In bocca si avverte immediatamente una spiccata freschezza, ben bilanciata però dalla componente morbida fornita dall’alcool. La PAI è abbastanza lunga, grazie forse alla buona sapidità. Invoglia al prossimo bicchiere. Interessante.
Il sito del produttore (Tenuta Cocci Grifoni) si riporta questa interessante descrizione della DOC:
Falerio lega le sue origini alla storia del Piceno: il nome deriva da Faleria, antica città romana (oggi Falerone). Il blend che lo compone segue il disciplinare della DOC (presenza di uve Passerina, Pecorino e Trebbiano, oltre ad una percentuale di altri vitigni a bacca bianca autorizzati nella Regione Marche). Così si ottiene un vino di un colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli; all’olfatto si apre con note di pomacee verdi, fiori bianchi e gialli riconducibili a biancospino, ginestra, acacia. Fresco in bocca e leggermente acidulo, con un leggero retrogusto di mandorla. Si presta ‘ttimamente ad accompagnare ogni genere di aperitivo e in particolare pesci, molluschi, crostacei e le celeberrime olive all’ascolana. Questo vino, è indicato anche in abbinamento a ricette leggere di primi e secondi piatti a base di animali da cortile.
Mi piace riportare anche qualche punto del disciplinare che regola la produzione della DOC Falerio.
Art. 2.
ll vino a denominazione di origine controllata «Falerio dei Colli Ascolani» o «Falerio» deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti, aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Trebbiano toscano dal 20 al 50 %;
Passerina dal 10 al 30 %;
Pecorino dal 10 al 30 %.
Possono concorrere da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 20 %, tutte le altre varietà a bacca bianca, non aromatiche, raccomandate e/o autorizzate in provincia di Ascoli Piceno.
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I vigneti impiantati successivamente all’entrata in vigore della presente modifica del disciplinare di produzione, dovranno avere almeno 2200 ceppi per ettaro.
E’ vietata ogni pratica di forzatura. E’ consentita l’irrigazione di soccorso da effettuarsi prima dell’invaiatura per non più di due interventi all’anno.
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Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5% vol;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto secco netto minimo: 16 g/l.