D’Antiche Terre è stata fondata nel 1993, il proprietario è Gaetano Ciccarella mentre il vino viene fatto da Ottavio Santucci. L’azienda produce 350.000 bottiglie da 40 ettari di proprietà. Questo Taurasi (Aglianico in purezza) si presenta rosso con tonalità di color mogano, con riflessi aranciati visti l’età, con ottima consistenza che genera archi fitti e lacrime lente.
L’olfatto è caratterizzato da note terrose di sottobosco, rosa rossa, marasca matura, fondo speziato e balsamico. Bocca ampia ed equilibrata con tannini presenti ma ben levigati, di buona intensità e ottima persistenza. La potente struttura e l’elevato tenore dei tannini che derivano dalla maturazione tardiva delle uve di Aglianico rendono questo vino capace di durare a lungo: dopo i 18 mesi in barrique è rimasto infatti a riposare più di 10 anni in bottiglia, prima nell’enoteca di Renzo Giorgi di Modena, poi un anno nella mia piccola cantina (in realtà un garage neanche troppo sotterraneo…). Il risultato è soprendente per me (è il primo Taurasi che assaggio), ora capisco il motivo per cui il Taurasi viene definito il Barolo del Sud. Questo viene prodotto con il vitigno dell’antichità – Vitis Hellenica, nella cittadina da cui ha preso il nome, l’antica Taurasia, ancor oggi ricca delle “vigne optime” cantate da Tito Livio. Questo è il primo vino del Meridione a fregiarsi della DOCG, il disciplinare consente di produrlo aggiungendo uve di Piedirosso, Sangiovese e Barbera, ma i principali produttori preferiscono vinificare in purezza l’Aglianico coltivato nelle migliori esposizioni ad almeno 400m di altitudine.
Citando nuovamente l’Enciclopedia del vino: “Ma fu un Taurasi tradizionale che nel 1973 ispirò Eduardo De Filippo una delle sue poesie più belle, i cui versi conclusivi, straordinari, benchè scritti in dialetto non hanno bisogno di alcuna traduzione: E allora bevo…/ E chistu surz ‘e vino / vence ‘a partita cu l’eternità!”
Acquistato in enoteca a 16 euro.
Riporto anche il retro della bella bottiglia:
Prodotto nella tenuta di Vertecchia quasi corrispondente alla zona oggi considerata dal disciplinare di produzione Vigne Sublime in virtù di proprietà pedoclimatiche eccezionali. Ha colore rosso rubino, con riflessi arancione con l’invecchiamento bouquet ampio, aromico, vellutato, accompagna arrosti di carni rosse, selvaggina, piatti a base di spezie, formaggi stagionati. Si consiglia di stappare la bottiglia qualche ora prima del servizio a temperatura ambiente.
Chissà come sarà domani…
