Alcuni avvenimenti e date significative per la storia del vino in Toscana.
- VII secolo a.C. Etruschi –> uniche notizie sono relative al tipo di coltivazione, a vite maritata nel periodo etrusco.
- L’attività viticola prosegue con i romani, senza però suscitare l’attenzione dei grandi autori latini che tacciono sui vini toscani. [Fonte "l'enciclopedia del vino", Boroli editore]. In questo periodo la vite è ad alberello.
- VI secolo la Toscana diventa autosufficiente come produzione ed avvia le prime esportazioni di vino. [fonte AIS "Il vino italiano, vitigni, enografia e gastronomia regionale"]
- Segue periodo di decadenza, nessuna traccia scritta.
- IX secolo, documenti della Badia a Coltibuono, ovvero “l’abbazia del buon raccolto”. Nel 1051, i monaci dell’ordine di Vallombrosa iniziarono a costruire questo monastero del “Buon Raccolto“ piantando contemporaneamente le prime vigne in quest’area. [Fonte - http://www.coltibuono.com]
- La ripresa avviene nell’anno 1100, vigne più fitte anche nel centro della città di Firenze (S. Maria delle Vigne, oggi S. Maria Novella).
- 1141, anno in cui il Castello di Brolio entrò in possesso dei Conti Ricasoli [fonte sito www.ricasoli.it]
- XIII secolo, leggenda del Gallo Nero. “Leggenda popolare secondo la quale i Podestà di Firenze e Siena, logorati dalla perenne guerra chiantigiana, decisero di affidare la definizione dei confini a una corsa tra due cavalieri, che sarebbero dovuti partire al primo canto del gallo, uno da Firenze e l’altro da Siena. Nel punto di incontro sarebbe stato fissato il confine. I Fiorentini scelsero un galletto nero, magro e affamato che cantava in continuazione per la fame: per questo, il mattino della gara, il galletto fiorentino lanciò il suo canto ben prima dell’alba, consentendo al cavaliere fiorentino di partire con grande vantaggio e di percorrere molta strada prima dell’incontro, che avvenne quasi in vista di Siena, a Fonterutoli”. [fonte sito Mazzei]
- 1276 – gli ordinamenti daziari di S. Gimignano citano il vitigno greco. [fonte AIS "Il vino italiano, vitigni, enografia e gastronomia regionale"]
- A cavallo del 1300 viene fondata “L’arte dei Vinattieri” . (Alcuni siti attribuiscono la data di fondazione al 1292, altri 1288, il primo statuto è del 1339 [Fonte Wikipedia]).
- 1307-1321. Anche Dante nella “Divina commedia” cita la vernaccia di San Gimignano.
- 1385 – Giovanni di Piero Antinori entra a far parte dell’ Arte Fiorentina dei Vinattieri. [fonte sito Antinori]
- 1394- Scrive Ser Lapo Mazzei a Francesco Datini “non vi curate della spesa di quel vino, benché egli fosse caro: la bontà ristora” , con un invito a vincere la sua parsimonia e ad apprezzare la qualità.
- 1404 – primo riferimento al Chianti (lettera del proprietario di Vignamaggio ad un mercante senese Francesco Datini). [fonte AIS "Il vino italiano, vitigni, enografia e gastronomia regionale" , e "l'enciclopedia del vino", Boroli editore]
- 1469 – Matrimonio di Lorenzo il Magnifico. “…amò profondamente i cibi gustosi e i buoni vini. Nel 1469 il due Giugno sposò Clarice Orsini. I fiorentini furono ammirati dalle tante vivande preparate per l’occasione, vi erano intere botti di malvasia e trebbiano, collocati e raffreddati in appositi rinfrescatoi riempiti di acqua presa da pozzi e rinnovata continuamente” [fonte http://www.unisi.it/ricerca/dip/dba/labcm/viticoltura/medioevo/index.html]
- XVI secolo - Sante Lancerio (bottigliere di Paolo III Farnese) nella lista dei vini della corte pontificia include il Greco, le Vernacciuole di S. Giminignato, i Moscatelli di Porto Ercole e il Montepulciano. [fonte AIS "Il vino italiano, vitigni, enografia e gastronomia regionale"]. Da Wikipedia: “…il bottigliere personale del Papa, nella lettera d’ordine di 80 fiaschi al Comune di San Gimignano, si rammaricava della sua insufficiente produzione: “… è una perfetta bevanda da Signori et è gran peccato che questo luogo non ne faccia assai…” (da “Della natura dei vini e dei Viaggi di PAOLO III, descritti da Sante Lancerio, suo bottigliere” [fonte Wikipedia per la voce vernaccia di S. Gimignano]
- Leandro Alberti parla delle buone Vernacce di S. Gimignano, dei rossi di Montepulciano e dei buoni vini di Montalcino.
- 1511 – 1574. Giorgio Vasari scrive “Questo, Signore, e il Chianti, con il fiume della Pesa e dell’Elsa, con i corni pieni di frutti, ed hanno a’piedi un Bacco di età più matura, per i vini eccellenti di quel paese; e nel lontano ho ritratto la Castellina, Radda, ed il Brolio, con le insegne loro ; e l’arnie nello scudo tenuta da quel giovane, che rappresenta Chianti, è un gallo nero in campo giallo. [fonte "le opere di Giorgio Vasari"]
- 1595 – Andrea Bacci autore dell’opera De naturali vinorum historia, spende elogi per i Trebbiani del Valdarno, sottolineando la presenta dei vini toscani sulle mense nobili d’Italia ed Europa. [fonti: Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Bacci e AIS "Il vino italiano, vitigni, enografia e gastronomia regionale"]
- 24 Settembre 1716 – Cosimo III de’ Medici, Granduca di Toscana, istituisce per decreto le prime denominazioni di origine, delimitando aree, confini e regole per i vini Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno di Sopra, di fatto stabilendo le prime DOC “ante litteram”.
- 1865 – Nella sua tenuta Il Greppo, Clemente Santi studia la formula del brunello di Montalcino.
- 1868 – Nello stesso periodo Il Moscatello di Clemente Santi fu premiato alla Esposizione Universale di Parigi (riconoscimento enologicamente straordinario perché a quell’epoca i francesi si consideravano gli unici produttori al mondo di vini di qualità). [fonte sito www.biondisanti.it]
- 1872- nasce ufficialmente il Chianti: dopo più di trenta anni di ricerca e sperimentazione, il Barone Bettino Ricasoli (produttore a Brolio e membro dell’accademia dei Georgofili) ne fissa la formula in una famosa lettera indirizzata al Prof. Cesare Studiati dell’Università di Pisa: “… Mi confermai nei risultati ottenuti già nelle prime esperienze cioè che il vino riceve dal Sangioveto la dose principale del suo profumo (a cui io miro particolarmente) e una certa vigoria di sensazione; dal Canajuolo l’amabilità che tempera la durezza del primo, senza togliergli nulla del suo profumo per esserne pur esso dotato; la Malvagia, della quale si potrebbe fare a meno nei vini destinati all’invecchiamento, tende a diluire il prodotto delle due prime uve, ne accresce il sapore e lo rende più leggero e più prontamente adoperabile all’uso della tavola quotidiana …” [fonte sito www.ricasoli.it]
- 1896 – Miglioramenti consistenti li ha apportati anche l’Accademia dei Georgofili, che operò nel settore dell’agricoltura e della viticultura, tanto che nel 1896 il Ministero dell’Agricoltura dichiara che la Toscana è la prima, tra le regioni italiane, a produrre un vino rosso da pasto con le caratteristiche e i gusti richiesti dai consumatori. [fonte AIS "Il vino italiano, vitigni, enografia e gastronomia regionale"]
- 1924 – Fu costituito il Consorzio per la tutela del Chianti Classico, che assunse come emblema il Gallo Nero.
- 1966 – Primo vino toscano a ricevere la DOC è la Vernaccia di San Gimignano.
- 1967 – Riconoscimento della DOC Chianti, redatto nel 1963 riprendeva la formula del barone Ricasoli, prevendo un’aggiunta di uve bianche del 10% max 30%. Ne deriva un vino “pallido”, desinato in breve tempo a generare insofferenze e ribellioni [Fonte "l'enciclopedia del vino", Boroli editore]
- Nascita dei Supertuscans. Il disciplinare lascia insoddisfatti i produttori che preferiscono creare combinazioni inedite con piccole quanità di Cabernet (ad esempio Tignanello), e altre situazioni in cui vengono ribaltate le proporzioni fra Cabernet e Sangiovese (ad esempio Solaia).
- 1965- 1968. Nascita del Sassicaia. Piantato nel 1965, questo incredibile vino raggiunse il mercato solo nel 1968. E fu rivoluzione. Civiltà del Bere, all’alba del terzo millennio, lo definiva “vino del futuro”. [fonte sito www.sassicaia.it]
- 1984 – Chianti Classico riceve la DOCG, le uve bianche scendono al 5%, quantità poi eliminata con le successive modifiche al disciplinare.
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