Malvasia di Bosa – Tappo difettoso?

Malvasia di Bosa 2005 Cantina Planargia

Malvasia di Bosa 2005 Cantina Planargia

Grande aspettativa per questa Malvasia di Bosa, che purtroppo ha avuto un incidente… tenendo la bottiglia in orizzontale (acquistata qualche mese fa in Sardegna) mi sono accorto che dalla capsula (si chiama così?) della bottiglia usciva un po’ di prezioso liquido. Ho aperto ieri sera la bottiglia e il gusto è un po’ “particolare” che ricorda vagamente il Marsala. Ricordo l’assaggio al Vinitaly 2009 di una Malvasia di Bosa cantina Silattari – “Domina Casta” veramente ottima. Questa purtroppo non ha lo stesso sapore fine e l’avverto aggressiva sulla lingua e nel palato. Probabilmente un processo ossidativo anomalo ha fatto invecchiare precocemente la malvasia che ha perso le caratteristiche organloettiche che lo rendono uno dei vini più interessanti dell’enologia italiana.

Bicchiere - Malvasia di Bosa

Bicchiere - Malvasia di Bosa

Alla vista è limpido e giallo ambrato, al naso è ancora intenso e prevalgono aromi terziari non sgradevoli ma strani per un vino di questa tipologia, ascrivibili più ad un liquore. In bocca è secco, abbastanza caldo, fresco-acidulo poco equilibrato ma persistente, poco fine. Questo vino sembra vecchio- se si può fare riferimento allo stato evolutivo in questo contesto. Poco armonico.

Spero di poter assaggiare una versione “integra” di questo vino, da questa esperienza ho capito l’importanza della chiusura ermetica fornita dal tappo di sughero (o dalle nuove tipologie di tappi).

Costo 14 euro

Il disciplinare Malvasia di Bosa DOC “originale” risale al 21 Luglio 1972. Questo prevede che il vino venga ottenuto da vigneti composti da Malvasia di Sardegna (vitigno), prodotto nella zona dei comuni di Bosa, Suni, Tinnura, Flussio (come quella assaggiata ieri), Magomadas, Tresnuraghes e Modolo.

Il sito www.stradadellamalvasiadibosa.it è ricco di informazioni relative a questo vino e spiega che esistono diverse tipologie di produzione:

Le uve devono assicurare al vino una gradazione alcolica complessiva minima naturale di gradi 14,5. Il Malvasia di Bosa non può essere immesso al consumo se non dopo essere stato sottoposto ad un periodo minimo di invecchiamento di due anni, a decorreredal 1° dicembre dell’anno della vendemmia, e può essere preparato nelle tipologie “dolce naturale”, “secco”, “liquoroso dolce naturale” e “liquoroso secco o liquoroso dry”.
Tra queste, la Malvasia maggiormente prodotta e commercializzata è quella secca, con un invecchiamento minimo di due anni in botti di rovere o di castagno.
Di fatto, peraltro, nonostante le tipologie previste dal Disciplinare, attualmente in Planargia vengono prodotte e commercializzate anche la Malvasia giovane, assai richiesta ed apprezzata per le particolari caratteristiche di finezza e di eleganza, e lo spumante demi-sec, che riscuote sempre maggiori consensi, soprattutto tra i giovani consumatori, per le sensazioni di freschezza e di vivacità, che sono destinate ad affievolirsi nell’arco dell’anno successivo alla vendemmia.
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