Ricordiamo oggi la scomparsa, 5 anni fa di Luigi Veronelli.
Dal sito http://www.veronelli.com/ :
Nasce a Milano il 2 febbraio 1926. Segue studi classici e di filosofia, insegna filofosia teoretica e nel 1956 diventa editore. Pubblica testi del ’700 francese (Anatole France, Marquis de Sade, Proudhon), di narrativa (Le notti di Mosca, di Giuseppe Bartolucci, Ghiottornie di Gabreiele d’Annunzio) e di sport (sci), oltre a tre riviste, ciascuna leader nel proprio campo: I Problemi del Socialismo (con preciso riferimento alla linea politica di Lelio Basso), Il Pensiero (di filosofia neotrascendentalista, diretta da Giovanni Emanuele Bariè) e Il Gastronomo (di letteratura gastronomica). Il successo di quest’ultima lo conferma nella sua attività di gastronomo, suggellata dal decisivo incontro con Luigi Carnacina, maître di fama e bravura leggendarie. Si forma alla sua “scuola” e collabora strettamente con lui per più di dieci anni. Prende coscienza delle potenzialità della ristorazione italiana e scopre l’importanza degli abbinamenti tra i grandi piatti e i giusti vini.
“Il Giorno”, quotidiano, è la prima importante testata cui collabora per più di vent’anni, a partire dal 1962; si aggiungono poi molte altre collaborazioni (sia italiane – Panorama, Epoca, Amica, Capital, La domenica del corriere, Vini e Liquori, Week End, L’Espresso, Sorrisi e Canzoni TV, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Class – sia straniere: “Travel” e “Wine Spectator”, americane; “Decanter”, inglese; “Gran Riserva” ed “Enciclopedia del Vino”, spagnole; “Carta Capital”, brasiliana).
Lo stile, polemico e provocatorio, lo porta quasi subito alla popolarità, così che scrive numerosi volumi sia come autore singolo (Alla ricerca dei cibi perduti, I cento Menu, Il vino giusto, tra gli altri) sia in collaborazione con Luigi Carnacina (La grande cucina, La cucina italiana, opere fondamentali per la codificazione della cucina italiana) e con Gianni Brera (La pacciada).
La televisione ne aumenta la fama (di grande ascolto, in particolare, “A tavola alle 7″, sul primo canale); nel 1979, il suo “Viaggio Sentimentale nell’Italia dei Vini”, serve al lancio del terzo canale televisivo e realizza l’aggiornamento, di denuncia, della viticoltura italiana.
Compie studi e ricerche approfonditi sui problemi dell’enologia e della gastronomia. Ne nascono “Il Veronelli” (la prima completa enciclopedia sul vino), “L’Archivio Storico dell’Enologia Italiana”, i “Vignaioli Storici” (la storia delle famiglie che hanno reso grande il vino italiano, “commentata” dai fotografi più noti) e i vari Cataloghi (“Vini d’Italia”, “Vini del Mondo”, “Spumanti & Champagnes”, “Acqueviti”).
Nel 1984 crea L’Etichetta. E’ stato il periodico più lussuoso e graficamente impegnato d’Italia, e si è proposto come “vera e propria guida alla vita materiale”, attraverso l’incontro estetico con le “cose” – non solo gastronomiche – della vita di ogni giorno.
E’ stato inoltre direttore della rivista E.V. Ex Vinis, bimestrale di approfondimento sui temi dell’enologia, della gastronomia e del turismo.
Autore di “Le Città del Vino”, per l’editore Sperling & Kupfer, esamina con efferato desiderio di cogliere, città via città, il genius loci, gli aspetti più significativi di tutto ciò che concerne, nella nostra Italia, la produzione viticola e vinicola.
E’ stato l’esperto/consulente nelle iniziative editoriali: 1 “Conoscere il vino”, a dispense ed edita da Fabbri; 2, “I migliori vini d’Italia”, collana edita da Hobby & Work.
E’ stato fondatore e a lungo membro della Giuria, del Premio Letterario Internazionale Nonino “Risit d’Aur”.
È autore di Le Città del Vino, per l’editore Sperling & Kupfer, in cui esamina con efferato desiderio di cogliere, città via città, il genius loci, gli aspetti più significativi di tutto ciò che concerne, nella nostra Italia, la produzione viticola e vinicola.
Tra le ultime sue battaglie, l’esasperata difesa dell’olio extra vergine d’oliva (anche attraverso il progetto L’olio secondo Veronelli) e le De.Co. (Denominazioni Comunali).
E’ mancato il 29 novembre 2004, dopo una lunga, straordinaria carriera, durata quasi cinquant’anni e sempre al vertice
