Ordiamo all’Osteria del Simposio un paio di bottiglie di lambrusco e ci portano anche il “Settefilari” della tenuta di Aljano.
Ottenuto per l’85% da 4 lambruschi autoctoni: Montericco, Maestri, Marani e Salamino; per il restante 15% da 3 vitigni autoctoni: Ancellotta, Malbo Gentile e Sgavetta. Da qui il nome: “Settefilari”.
Le sette uve che compongono il Lambrusco Settefilari vengono raccolte e vinificate tutte insieme. Al momento della vendemmia ognuna ha così un diverso grado di maturazione: in tal modo ogni vitigno conferisce i propri aromi primari, le note sia mature, sia fresche di acidità, sfruttando al meglio le singole peculiarità. Mettendo a macerare le sette uve in un unico tino, inoltre, le bucce e il mosto si legano dall’inizio, ottenendo un buon equilibrio. La fermentazione avviene in tini d’acciaio con le valvole chiuse per dare il frizzante al vino. (da: www.tenutadialjano.it)
Colore rosso rubino intenso e brillante, con bollicine fini. All’olfatto è intenso e si apprezzano note di frutta rossa quali prugna, ciliegia e, su tutte, una nota di cacao; al palato si percepisce una buona freschezza (conferita sia dai lambruschi che da uve come la Sgavetta), bilanciata da un finale leggermente morbido. Equilibrato è fine, abbastanza persistente, abbastanza armonico.
Da organizzare un giro in cantina: Via Figno 1, 42019 Jano di Scandiano (Re)
