Serata interessante organizzata dall’AIS Emilia, tema della serata degustazione guidata di 8 Dolcetto. Il relatore dell’intervento è stato Franco Ziliani. L’incontro è stato interessante anche se qualche amico si è lamentato per via della “semplicità” o forse “normalità” dei vini degustati, che ad una prima analisi sembrano vini comuni da pasto. Preferisco provare a raccontare i vini degustati, e dare un’idea delle tipologie di Dolcetto.
- Dolcetto di Dogliani
- Dolcetto d’Alba
- Dolcetto di Diano d’Alba
Dolcetto di Dogliani, fonte sito del comune di Dogliani
Denominazione di Origine Controllata, riconosciuta con D.P.R. del 26/06/1974
Denominazione: Dolcetto di Dogliani D.O.C.
Vitigno: Dolcetto
Terreno: sono idonei solo i terreni prevalentemente argilloso-calcareo-silicei
Zona di produzione: vari comuni della provincia di Cuneo: Bastia, Belvedere Langhe, Clavesana, Cigliè, Dogliani, Farigliano, Monchiero, Roccacigliè ed in parte il territorio dei comuni di Roddino e Somano
Produzione di uva: massimo 80 q/ha
Resa trasformazione uva-vino: massimo 70%
Colore: rosso che si evolve verso tinte granato rubino tendente al violaceo
Profumo: vinoso, gradevolmente fruttato, intenso, leggermente mandorlato
Sapore: asciutto, piacevolmente amarognolo, delicato e gradevole, di discreto corpo, armonico
Gradazione alcolica minima: 11,5%
Invecchiamento minimo: non prescritto dalla legge; è ottimo nell’annata, ma si conserva bene per 2÷3 anni; ha diritto alla qualifica “superiore” se deriva da uve che assicurano almeno 12,5° C e se invecchiato almeno 1 anno
Abbinamento: salumi, minestre, carni bianche; è vino da tutto pasto
Il Dolcetto di Dogliani si distingue per il suo colore rosso rubino intenso, il profumo vinoso notevolmente fruttato e il sapore asciutto, delicatamente mandorlato, gradevole, di buon corpo e armonico.
E’ un vino che sa esprimere in maniera ottimale i caratteri della giovinezza e della simpatia.
Consigliato dagli intenditori per tutte le mense, si sposa in particolare con i piatti tipici langaroli e con cibi robusti, leggermente piccanti. Infatti il Dolcetto è un vino che accompagna piacevolmente tutto il pasto e che accompagna felicemente sopratutto antipasti piemontesi, salumi, arrosti, carni bianche e formaggi molli o semiduri della zona d’origine.
Cascina Minella - Dolcetto di Dogliani 2007 (Allevamento tradizionale a controspalliera e potatura a guyot. Densità media d’impianto quattromila ceppi per ettaro con produzione di 70 q.li/ha. Il suolo è caratterizzato da terreni argillosi-calcarei-silicei.
La vinificazione avviene con pigiatura soffice delle uve, raccolte nella seconda decade di Settembre. Il mosto, trasportato in tini di acciaio, fermenta a temperatura controllata per 8-10 giorni. In questa fase, grazie al contatto con le bucce si ha l’estrazione delle sostanze coloranti, aromatiche e dei tannini. Si procede, quindi con la svinatura (ovvero separazione del mosto dalle bucce), quindi con la fermentazione malolattica (trasformazione dell’acido malico,responsabile di sensazioni poco piacevoli, in acido lattico). Dopo aver trascorso circa sei mesi in vasche di acciaio viene commercializzato dopo un paio di mesi ulteriori di affinamento in bottiglia.
Revelli Eraldo – Dolcetto di Dogliani 2007 (Molto interessante, mi ha colpito in particolare per il sentore di cuoio)
Fontanafredda - Dolcetto di Diano d’Alba Vigna la Lepre 2007
Gigi Rosso- Dolcetto di Diano d’Alba 2007
Elio Grasso- Dolcetto d’Alba 2007
buona posizione, 7000 bottiglie, esposizione a Sud, 300 msl, il vigneto ha circa 30 anni.
Grimaldi Bruna – Dolcetto d’Alba 2007
Schiavenza – Dolcetto d’Alba 2007
Agronomo: Luciano Pira.
Settimo Aurelio – Dolcetto d’Alba 2006