Sul IlSole24Ore di Domenica 4 Ottobre Giorgio dell’Orefice racconta che i prezzi delle uve della vendemmia 2009 sono crollati, con ribassi che il alcuni casi hanno toccato anche il 50%. Pur essendo le uve di ottima qualità, paragonabili a quelle dell’annata ’97, il trend stazionario dei consumi interni e la frenata dell’export hanno causato la flessione dei prezzi.
Anche le uve pregiate, ad esempio il Sangiovese Grosso (vitigno alla base del Brunello di Montalcino) è stato scambiato a 100 euro a quintale contro i 180 euro della vendemmia 2008 (valore medio). Stessa sorte anche per il Nebbiolo (-30%) e Sangiovese per il Chianti (-50%). Lamberto Frescobaldi sostiene che sia necessario intervenire sui costi di produzione, puntando ad aggregare la frammentazione della proprietà fondiaria che riduce l’utilizzo della raccolta meccanizzata.
Anche le uve della Valpolicella destinate all’Amarone hanno registrato cali del 25% (180 euro a quintale contro i 230 della vendemmia 2008) nonostante la decisione della Regione Veneto di ridurre del 50% la quantità di uve per l’appassimento. Sandro Boscaini della cantina venenta Masi analizza questo fenomeno spiegando che negli anni precedenti prezzi e quantità prodotte sono stati “un po’ esagerati” e per questo nel 2009 assistiamo ad un riallineamento dei listini”.
E’ interessante notare che in Sicilia Catarratto, Insolia e Grecanico vengono quotate 14 euro al quintale, con un prezzo al chilo di soli 14 cents.
Le eccezioni sono rappresentate dalle bollicine: lieve calo per il Prosecco 120 euro a quintale (-12%).