Cappello di prete 2005 – Candido

Cappello di Prete 2005- Candido

Cappello di Prete 2005- Candido

Rosso granato carico ma non impenetrabile, questo vino è limpido e consistente. Al naso il profumo è raffinato, di buona intensità e dotato di interessante corredo di sfumature odorose. Prevalgono tuttavia i profumi terziari, erbacei (pensavo ad un primo impatto che il liquido provenisse da cabernet sauvignon), speziati (che lasciano presagire un probabile passaggio in barrique) e animali. In bocca è secco, si percepisce una netta sensazione pseudocalorica ed un’equilbrata morbidezza, poco o abbastanza fresco il tannino è presente ma con discreta eleganza. Cappelo di Prete è abbastanza sapido, di corpo, con buona struttura. Complessivamente si tratta di un vino equilibrato che sa bilanciare senzazioni di durezza e di morbidezza, persistente, fine e maturo: è armonico.

La zona di produzione dell’azienda vitivinicola “Francesco Candido” è Agro di Guagnano e Sandonaci (BR) in un terreno quasi pianeggiante. Il vino è prodotto da uve Negroamaro in purezza con metodo di allevamento ad alberello. Riposa dodici mesi in barrique di rovere francese, e alri ventiquattro mesi in bottiglia prima di fare ingresso in enoteca. La gradazione alcolica è di 13.5%, E’ abbinabile a carni arrostite o alla griglia, agnello, coniglio, formaggi a pasta dura, io l’ho assaggiato anche con la Sacher Torte di Cloe.

Ottima bevibilità, lo consiglio. laVinium riporta anche informazioni relative all’enologo che segue l’azienda, ora è Donato Lanati, professionista di fama internazionale. Infine una curiosità: Cappello di prete è l’unico vino pugliese ad essere citato nel testo “1001 Wines you muyst taste before you die”. Il mosto viene fermentato in vasche ad una temperatura controlalta di 28-30°C con macerazione sulle bucce di otto-nove giorni. L’azienda fondata nel 1925 oggi è gestita da Giacomo ed Alessandro e dispone di ben 332 ettari coltivate prevalentemente con vitigni a bacca rossa (negroamaro, cabernet sauvignon, aleatico e montepulciano). La capacità produttiva è di 2 milioni di bottiglie annue, tipicamente esportate in Europa e Stati Uniti, tant’è che viene citato anche nella guida “Anthony Dias Blue’s Pocket Guide to Wine 2006 “, quindi ben noto, grazie alle sue caratteristiche, anche agli americani.

L’espresso nel 2008 descrive l’azienda:

il disegno dei vini segue una linea classica: colori naturali, non forzati nell’estrazione, profumi alcolici, intensi, caldi, in parte evoluti, sapori profondi, avvolgenti, di immediata capacità comunicativa… Dopo assaggi e riassaggi ci troviamo ad annotare un punteggio migliore al Cappello di Prete rispetto al più celebrato Duca d’Aragona. Per noi questo significa una cosa sola: la serietà dell’azienda riserva le stesse cure ai vini più economici e a quelli più costosi.

Dimenticavo, è stato acquistato in enoteca a San Foca di Puglia a 9 euro.

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