Inferno Valtellina Superiore DOCG – Nino Negri

Inferno Valtellina Superiore DOCG - Nino Negri

Inferno Valtellina Superiore DOCG - Nino Negri

Vino interessante di Nino Negri (Gruppo Italiano Vini, fondata nel 1897).  Con 36 ettari di proprietà l’azienda produce 800.000 bottiglie annue. La guida Duemilavini 2010 posiziona al vertice della classifica dei suoi vini lo Sfursat Cinque Stelle 2006, con 5 grappoli. Prezzo circa 9 euro presso GDO. Da notare la comunicazione innovativa sulla bottiglia che riporta sul retro oltre alle classiche indicazioni anche un QR code.

Le uve: 95% chiavennasca (denominazione locale del nebbiolo); 5% pignola e pinot nero.

Il vigneto: vigne selezionate nella sottozona Inferno del Valtellina Superiore DOCG, in comune di Tresivio, ad una altitudine variabile fra 350 e 500 metri. Esposizione a sud, su terreno franco sabbioso a tessitura sciolta.

Sistema di allevamento: Guyot modificato ad archetto, con 3500 ceppi per ettaro, e una resa di 60 quintali/ettaro (il limite del disciplinare è 100 quintali), pari ad appena 42 ettolitri di vino.

La vinificazione: le uve mature, raccolte da metà ottobre ai primi di novembre, sono vinificate tradizionalmente “in rosso”, con 10 giorni di macerazione delle bucce nel mosto; la fermentazione avviene a 28 – 30°C.

La maturazione: il vino nuovo resta in acciaio sino a marzo; quindi sosta per 12 mesi in fusti di rovere di Slavonia. L’affinamento in vetro è di almeno tre mesi.

Il vino: colore rubino vivido, tendente all’arancione; profumo etereo, di buona finezza, con ricordi di prugna, mora, rosa e viola appassita, sottolineati da piacevoli sentori di resina e di spezie (chiodo di garofano, cannella); sapore asciutto, particolarmente sapido, di giusta tannicità, con elegante fondo di nocciola tostata a lungo persistente.

Dati analitici: alcol 12,5 %; acidità totale 6,0 g/l; pH 3,40 ; zuccheri 0,5 g/l; estratto 27 g/l. Conservazione ottimale: 4 – 5 anni in bottiglie coricate al fresco e al buio. Abbinamenti: agnello, capretto, cacciagione, arrosti di carni rosse, formaggi stagionati (bitto). Temperatura di servizio: 20°C.

Vinitaly 2010 – degustazioni varie…

Dopo un bel giro presso gli stand di “Sol” dell’olio (dei vari assaggi i più interessanti sono stati l’olio extravergine di oliva di Chiaranda’ di Comiso di Ragusa e il pugliese Cannensi di Barletta, entrambi sui 10 euro al litro) raggiungiamo la Lombardia. Nonostante sia l’ultimo giorno dell’evento lo stand è decisamente affollato. In effetti anche i numeri parlano chiaro: le bollicine italiane stanno conoscendo ultimamente un vero boom.
Visitiamo anzitutto la Cantina Sparviere – Franciacorta. Questa è una cantina interessante, conosciuta da un amico per il rapporto qualità prezzo. L’assaggio del brut ci lascia un po’ perplessi, ma riconosciamo subito l’eleganza e la freschezza dalla bottiglia di extra brut.

La degustazione da Villa è stata una delle migliori della giornata (37 ettari di proprietà, produce 320 mila bottiglie l’anno, non fanno vendita diretta). Ci accomodiamo nel salottino interno, e ci servono, su nostra richiesta, il rosè demi-sec. Poi la signora, davvero professionale, ci porta qualcosa da mangiare per pulire la bocca e ci fa assaggiare il brut e la selezione 2004 (20 pinot e 80% chardonnay se non ricordo male, 5 anni sur lie). Porta poi uno chardonnay monovitigno che non vendono in cantina, anno 2009 lieviti autoctoni. Decisamente interessante, non ricordo il nome, forse il bianco “Curtefranca” ma non sono sicuro… Scopro i prezzi delle bottiglie degustate dalla guida “Duemilavini”, si parla di 20 euro per il rosè demi-sec, 23 euro per la il brut Cuvette 2004.

Scelgo di andare a trovare Ar.pe.pe. della famiglia Pelizzatti Perego (articolo interessante su Porthos) ma non lo trovo, riusciamo solamente a trovare un paio di bottiglie nello stand della Lombardia:  ce ne facciamo aprire una del 1999 ma l’aspettativa purtroppo si spegne all’istante. Il vino appare subito “vecchio” con evidenti cedimenti delle principali caratteristiche organoloettiche. Peccato! Dovrò necessariamente andare a fare un salto a Sondrio oppure trovarne una buona bottiglia (eventualmente di Valtellina Superiore Sassella Vigna Regina Riserva) in enoteca.

Maculan Vinitaly 2010

Maculan Vinitaly 2010

Proseguiamo col trentino passando per Maculan (Torcolato e Fratta) ma ci dirigiamo subito verso il Friuli. Egregio il Collio 2008 del Borgo dei Tigli. Ci fermiamo con più attenzione da Zuani per assaggiare il Collio Bianco Vigne 2008 (blend di Friulano, Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon in parti uguali) paglerino con riflessi luminosi, biancospino, mughetto, pesca, rifinito con sigla minerale. Grande vino ad un prezzo imbattibile (15 euro circa).

Zuani Collio Bianco Vigne 2008

Zuani Collio Bianco Vigne 2008

Ci fermiamo nello stand di Radikon e cerco di capire la scritta verticale sulle bottiglie “Iakot”… ah forse va letta al contrario…

Slovenia: incontriamo Valter Sirk, ci presenta ottimi vini fra cui Teresa Bianco, una cuvee di chardonnay, tocai, pinot bianco e malvasia, una Ribolla gialla, un Tocai friulano, Pinot Grigio e Chardonnay (cita nel discorso anche la “Ponka”, terra marnosa ed arenaria) e i prezzi decisamente abbordabili fra i 6 e i 10 euro che ahimè spesso arrivano nelle enoteche a prezzi ben più alti. Personalmente apprezzo molto anche  il Teresa rosso (merlot, cabernet franc e malbeck – in parte fa barrique).

Silk

Silk

Alto Adige: Franz Haas - devo dire affollatissimo, dobbiamo fare fila per assaggiare Manna 2008 (Riesling e Traminer aromatico, Chardonnay e Sauvignon) è  complesso, intenso di ottima persistenza balsamica.  Il Moscato rosa è  eccellente con un luminoso rubino, profumi di sottobosco e equilibrio gustativo perfetto, capisco bene i 5 grappoli “Duemilavini” e il prezzo di 23 euro a bottiglia. Troppa ressa e un po’ stanchi dobbiamo purtroppo abbandonare lo stand, alla volta di Zeni. Zeni ci accoglie e ci fa accomodare (gli amici con me lo conoscono bene e si riforniscono spesso da lui).  Da notare il Pinot Grigio Ramato, anche il suo Moscato rosa è molto accattivante.

Vini Zeni

Vini Zeni degustati

Non può assolutamente mancare un Amarone, andiamo quindi a far visita a Gino Fasoli,  ancor più interessante dell’Alteo,  l’altro Amarone.