Visita cantina Poggio Argentiera – incontro con Antonio Camillo – Principio 2008Visita cantina Poggio Argentiera – incontro con Antonio Camillo

Antonio Camillo mi accoglie in un caldo pomeriggio di Luglio 2010 nel suo “ufficio” sopra la cantina insieme a 4 signori svizzeri che girano ogni estate l’Italia alla ricerca di buon vino. Ci fa assaggiare tutti i vini del Poggio Argentiera spiegando la storia dell’azienda e la sua creazione, il “Principio”. Questa sera ho stappato la seconda bottiglia che avevo acquistato di Principio 2008. Da uve 100% ciliegiolo, fermentazione ed affinamento in acciaio si presenta rosso rubino con riflessi granato, limpido, consistente. Al naso si apre con “un’esplosione di freschezza, note di ciliegia matura e prugna”. Per usare termini AIS è intenso, abbastanza complesso e fine. Profumi secondari di frutta e fiori, ma anche terziari di spezie. In bocca è secco, abbastanza morbido, caldo, abbastanza fresco, tannico e sapido. Di corpo, abbastanza equilibrato, fine, abbastanza persistente-persistente. Abbastanza armonico.

Principio Ciliegiolo-Antonio Camillo 2008  Poggio Argentiera

Principio Ciliegiolo - di Antonio Camillo 2008 - Poggio Argentiera

Per usare le parole dei produttori:

Un vino vero di Maremma,con la giusta rusticita’ che tiene il palato pulito con qualsiasi piatto della nostra tradizione, di grande bevibilità e piacevolezza, ma lontano dagli eccessi di morbidezza eccessiva.
Il Ciliegiolo è una delle uve che più rappresentano la Maremma, in cui si è acclimatato in tempi remoti. A testimonianza di questo, recenti studi sul genoma della vite rivelano una stretta parentela (progenitore e/o progenie) con il Sangiovese. Vi sono ancora vigneti vecchi di oltre 50 anni, in grado di produrre vini complessi e longevi, e, per alcuni, inaspettatamente eleganti.

 http://poggioargentiera.com/

1. Azienda in crescita.

2. Riduzione progressiva delle barrique,

Costalago IGT Rosso Veronese 2008 – Cantina Zeni

Costalago IGT Rosso Veronese - Zeni

Costalago IGT Rosso Veronese - Zeni

Acquistato presso la Cantina Zeni durante un bel giro a Bardolino (museo del vino di Zeni). Si presenta rosso rubino di poca trasparenza, consistente, limpido. Floreale, fruttato (frutta matura, sciroppata). Intenso, abbastanza complesso, fine. Secco, caldo, morbido. Abbastanza fresco, tannico, sapido. Prevalgono leggermente le morbidezze. Di corpo è abbastanza equilibrato, abbastanza persistente. Abbastanza armonico.

Dal sito del produttore:

  • Suolo: terreni collinari di origine morenica e vulcanica
  • Produzione in vigna: ca. 100 q.li per ettaro
  • Vitigni: Corvina e Corvinone 70% – Merlot 15% – Cabernet 15%
  • Raccolta: a mano selezionando i grappoli migliori che vengono deposti in plateau e lasciati leggermente appassire
  • Metodi di produzione: fermentazione tradizionale sulle bucce con macerazione di 2-3 settimane nel mese di novembre
  • Affinamento: in botte di rovere per 1-2 anni, a seconda dell’annata, e successivo passaggio in acciaio
  • Consumo: vino da gustare al meglio nell’arco di 4 anni, servito alla temperatura di 18-20°C
  • Abbinamento gastronomico: paste al sugo, carni rosse ai ferri, selvaggina, formaggi
  • Dati analitici: Alcool 13.8% vol., Zuccheri 7 g/l, Estratto secco 31 g/l, Acidità totale 5.80 g/l, pH 3.50

Rocca Alata – Valpolicella Superiore – Cantina di Soave 2008

Rocca alata - Valpolicella superiore 2008

Rocca alata - Valpolicella superiore 2008

L’etichetta dice:

Un vino che nasce in un terroritorio ricco di storia, tra antiche rocche e ville patrizie. Il termine Superiore indica una qualità superiore, in quanto la maturazione si completa per almeno 12 mesi in botti di rovere. Il suo profumo ricorda essenze floreali, amarene e spezie. Al palato è pieno e vellutato e si accompagna a piatti di pasta con sugo, carne e formaggi di media stagionatura.

Argillae – Panata 2008 – Umbria Bianco IGT – ChardonnayArgillae – Panata 2008 – Umbria Bianco IGT

Argillae - Panata 2008 - Umbria IGT

Argillae - Panata 2008 - Umbria IGT

Nel 1990 Giuseppe Bonollo decide di intraprendere la viticultura, un’antica passione di famiglia. Acquista un terreno sulle colline di Allerona e Ficulle di circa 250 ettari,  zona rinomata per la presenza di terreni sabbiosi-argillosi, e lì, tra scelte enologiche ed agronomiche prepare le solide basi per la realizzazione dell’attuale assetto aziendale, soddifacendo,  almeno in parte,  i suoi sogni. DuemilaVini 2010 dell’AIS celebra il buon debutto in Guida, e sottolinea che i vini presentati dimostrano di avere una grande pulizia gustativa che li rende gradevolissimi.

In particolare mi è capitato di assaggiare proprio oggi il Panata 2008, Uve Chardonnay in purezza, 13,5 alcool da vigne con densità che va  dai 3000 ceppi ettaro per i vecchi vigneti ai 5000 per quelli nuovi. La produzione annua è di circa 9000 bottiglie. Luminescente dorato, dai riflessi verdolini, trovo una bella lucentezza che si rifrange sulle curve di un calice non proprio da degustazione. Apporto olfattivo seducente, coinvolge il naso con sentori di frutta esotica matura, biscotto al burro, gelsomino, zafferano, erba cedrina, timo e spezie dolci (definizione guida Ais). Personalmente noto anche un sentore di tostatura, in generale è intenso e decisamente fine e complesso.

Avvolgente e cremoso al gusto, frescezza e sapidità sanno equilibrare le componenti morbide, vino dalla lunga persistenza aromatica intensa, sul finale fa eco la senzazione avvertita dalle narici di tostatura rivelando la maturazione in legno. Di corpo è equilibrato ed armonico. L’ho abbinato a tortelloni burro e salvia, ma leggendo sul web qualcuno l’ha sapientemente abbinato anche ad una sfogliatina di pasta fresca con radicchio rosso e salsiccia.

Dal sito del produttore scopro che le uve sono accuratamente selezionate in vigna, sottoposte ad una breve macerazione a freddo in pressa chiusa. Il mosto viene vinificato a temperatura controllata in barriques di rovere francese, in parte nuove ed in parte di più anni. Il successivo affinamento sulle fecce fini ne esalta le proprietà organolettiche.

Riconoscimenti: Il Panata ha ricevuto da Luca Maroni un punteggio di 94/100 e sarà premiato tra i migliori vini bianchi d”italia in occasione di sens of wine.

Trentino DOC rosso dei sorni – LavisTrentino DOC rosso dei sorni – Lavis

Trentino Doc – Rosso dei Sorni

Rosso rubino impenetrabile e consistente, al naso e’ intenso e abbastanza complesso, fine. Il sentore principale e’ di frutti di bosco, in particolare il mirtillo nero emerge con forza. Con più attenzione si avvertono sentori leggermente erbacei e minerali. Al palato e’ secco, abbastanza caldo, e  morbido. E’ sapido, abbastanza fresco, e tannico senza eccesso. Vino di corpo, fine, persistente, abbastanza equilibrato. Invita al secondo bicchiere. La consistenza e la presenza del corposo estratto secco ricco di polifenoli e sostanze pigmentanti è testimoniato anche dal colore che lascia sulla lingua.

Trentino DOC - Rosso dei sorni

Trentino DOC - Rosso dei sorni

Il sito del produttore racconta che:

La zona viticola dei Sorni, si trova a nord di Lavis, nel cuore delle Colline Avisiane. Le sue particolarità pedologiche e climatiche caratterizzano le uve coltivate, che vinificate danno origine al Rosso dei Sorni.
Vino rosso rubino con decise sfumature violacee in gioventù, leggermente vinoso, con sensazioni fruttate di lamponi e piccoli frutti di bosco ed un caratteristico ricordo di viola. Sapore caldo, asciutto, lievemente tannico, gradevole. É un vino di buona struttura, che permette di preservare nel tempo quelle caratteristiche di freschezza e bevibilità, che contribuiscono alla definizione di un rosso autenticamente piacevole. Servito a 16 gradi, accompagna benissimo tutto il pasto, dai primi ben conditi con salse e selvaggina, ai piatti di carni bianche saporite e rosse in genere. Ottimo anche con i formaggi di media stagionatura, non eccessivamente piccanti.

Falerio DOC – Costadoro – San Benedetto del Tronto (AP)Falerio DOC – Costadoro – San Benedetto del Tronto (AP)

Modena, 10 Novembre 2009,

Degustazione Falerio D.O.C.

Cristallino, giallo paglierino, consistente con lacrime lente fitte e irregolari. Piacevolmente intenso e complesso. E’ un vino fine,  prevalgono aromi secondari di frutta matura a polpa bianca; si avvetono anche sentori floreali che richiamano sensazioni di dolcezza.

In bocca e’ secco,  caldo, decisamente morbido e vellutato, sapido e abbastanza fresco. Le morbidezze, in particolare è spiccata la presenza di polialcoli (sulla lingua questo vino è come “velluto”, davvero avvolgente), prevalgono sulle altre grandezze, probabilmente grazie a glicerolo, butilenglicol, mannitolo e sorbitolo. A onor del vero in questa degustazione la temperatura di servizio – intorno ai 12-14°C – non ha favorito di certo le durezze, quindi non vorrei eccedere nell’attribuire un ruolo secondario a quest’ultime.

Di corpo, è abbastanza equilibrato, fine e persistente. E’ un vino abbastanza armonico ma di grande interesse e piacevolezza.

Falerio DOC - costadoro - San Benedetto del Tronto (AP)

Falerio DOC - costadoro - San Benedetto del Tronto (AP)

L’ho acquistato a san benedetto del tronto, purtroppo non ricordo la cifra, credo intorno ai 5 euro.

Uvaggio:
10-30% Passerina
20-50% Trebbiano
10-30% Pecorino

Vigneto: Vigneti di proprietà  con sesto d’impianto tradizionale (3,00 x 1,50)
Sistema di allevamento: cordone speronato
Terreno: Terreni di tipo argilloso-medio impasto
Altitudine: 150 m. s.l.m.
Raccolta: Fine settembre – Metà ottobre
Vinificazione: Pressatura soffice delle uve intere con pneumopresse. Decantazione. Statica a freddo per la pulizia del mosto. Fermentazione alcolica in acciaio
Imbottigliamento: ad iniziare da febbraio/marzo successivi alla raccolta
Affinamento: 30 – 60 giorni in bottiglia
Abbinamento: risotti con crostacei, piccoli pesci cotti in salse leggere, caciotte fresche.
Note di servizio: Servire alla temperatura di 8°-10° C. (l’ho degustato temperatura più elevata)

La storia (fonte sito istituzionale di Costadoro)
La valle del fiume Tronto e i territori collinari che la delimitano hanno un’antichissima tradizione per la produzione di vini di qualità, bianchi e rossi, la cui reputazione ascende fino all’antica Roma (come ancora avvertibile nei nomi stessi del rosso Piceno e del bianco Falerio).

Attraverso un Medioevo illuminato da quella meteora che fu Federico II di Svevia (1194 – 1250), legato alle Marche per essere, come noto, nativo di Jesi, e al quale la famiglia Brancadoro fa ascendere la propria nobiltà, questa tradizione è arrivata sino ai giorni nostri, con i miglioramenti che il progresso tecnologico ha consentito anche nell’arte della vinificazione.

Oggi l’azienda Costadoro è diretta da Giuseppe Costantini Brancadoro, discendente della famiglia, che ha contribuito significativamente al suo ampliamento, acquisendo nuovi terreni ai confini delle proprietà tradizionali della famiglia Brancadoro e impiantandovi, in maniera estensiva, Il Pecorino, antico vitigno autoctono, e i “nordici” Cabernet e Merlot, rinnovando così significativamente la gamma dei vini prodotti dall’azienda di famiglia.FALERIO D.O.C.
VARIETA’ DELLE UVE: 10-30% Passerina – 20-50% Trebbiano – 10-30% Pecorino
VIGNETO: Vigneti di proprietà
Sesto d’impianto tradizionale (3,00 x 1,50)
Sistema di allevamento cordone speronato
TERRENO: Terreni di tipo argilloso-medio impasto
Altitudine: 150 m. s.l.m.
EPOCA DI RACCOLTA: Fine settembre – Metà ottobre
VINIFICAZIONE: Pressatura
Soffice delle uve intere con pneumopresse
Decantazione
Statica a freddo per la pulizia del mosto
Fermentazione alcolica
In acciaio
IMBOTTIGLIAMENTO: ad iniziare da febbraio/marzo successivi alla raccolta
AFFINAMENTO: 30 – 60 giorni in bottiglia
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: Colore
Giallo paglierino tenue, il vino è brillante e consistente.
Profumo
Al naso si esprime con intense note di frutti bianchi maturi.
Sapore
La freschezza dell’acidità inonda la bocca, equilibrato e delicatamente morbido. La piacevole persistenza gustativa si chiude con sensazioni di mandorla amara.
CONSIGLI DEL PRODUTTORE: Abbinamento
Si consiglia con risotti con molluschi e crostacei, piccoli pesci cotti in salse leggere, caciotte fresche.
Note di servizio
Servire alla temperatura di 8°-10° C.

Morellino di Scansano – Antiche MuraMorellino di Scansano – Antiche Mura

Morellino di Scansano - le Antiche Mura

Morellino di Scansano - le Antiche Mura

Rosso rubino vivace, limpido e consistente.

Al naso e’ intenso e abbastanza complesso. Emerge la frutta rossa e un leggero sentore erbaceo e speziato.

Secco caldo, morbido. E’ abbastanza fresco, abbastanza tannico e abbastanza sapido. E un vino di corpo fine e abbastanza equilibrato. E’ persistente e lascia una gradevole sensazione di dolcezza sul finale. E’ pronto e abbastanza armonico.Rosso rubino vivace, limpido e consistente. Al naso e’ intenso e
abbastanza complesso, frutta rossa un leggero sentore erbaceo e
speziato.

Secco caldo, morbido. E’ abbastanza fresco, abb tannico e abb sapido.
E un vino di corpo fine e abb equilibrato. E’ persistente e lascia una
gradevole sensazione di dolcezza sul finale. E’ pronto e abbastanza
armonico.

Collevite – Cantina delle Marche – Marche IGT PasserinaCollevite – Cantina delle Marche – Marche IGT Passerina

Modena, 24 Settembre 2009

Cristallino con una splendida lucentezza, giallo paglierino e consistente. Mi riferisco ad un vino “tranquillo” (espressione gergale per definirlo vino da bere tutti i giorni a tavola) ma ben fatto, acquistato ad Ascoli Piceno. Al naso prevalgono i profumi secondari, di fiori freschi e frutta a polpa bianca. In bocca è secco, abbasanza caldo, morbido. Fresco e abbastanza sapido è un vino di corpo, fine, abbastanza persistente e abbastanza armonico. L’ho pagato poco meno di 3 euro, questo era anche il vino che serviva l’hotel Haus Charlotte di San Benedetto del Tronto.

Colle vite - Cantina delle Marche - Marche IGT Passerina

Collevite - Cantina delle Marche - Marche IGT Passerina

Telavé – Antichi Poderi di JerzuTelavé – Antichi Poderi di Jerzu

Telavé Antichi Poderi di Jerzu

Telavé Antichi Poderi di Jerzu

Modena, 12 Settembre 2009

Rubo questa bottiglia a mio padre che, come ogni estate, ha comprato diverse bottiglie di Vermentino. Alla vista ha una bella lucentezza, è cristallino e giallo paglierino, consistente. Al naso è intenso, complesso con profumi di agrumi e mandarino, fiori bianchi, è fine. In bocca è secco, abbastanza caldo prevalgono freschezza e mineralità. Devo dire che è veramente piacevole.

Sull’etichetta nel retro della bottiglia, trovo qualche verso di Aldo Paddu tratti da “Quartinas”:

Prena sa tassa de su Vinu ‘onu

ca m’est torradu sanu su fiadu;

ca su chi est depet essere est ustadu,

e su chi est istadu no at perdonu.

Riempi il bicchiere con il Vino buono

giacchè mi è ritornato il fiato;

poichè ciò che doveva essere, è stato,

e ciò che è stato non da essere perdonato.

Sul sito del produttore si possono recuperare alcune informazioni sul “Telavè”.

VITIGNO Uve Vermentino del territorio di Jerzu.

QUALIFICAZIONE Vermentino di Sardegna Doc

ASPETTO Colore paglierino con riflessi verdognoli.

PROFUMO Tipicamente aromatico con bouquet fine ed elegante.

SAPORE Equilibrato, morbido, di buona struttura.

ALCOLICITÀ 12% Vol.

ACCOSTAMENTI Ottimo come aperitivo, si accompagna divinamente con i piatti di crostacei o di pesce in genere.

TEMPERATURA DI SERVIZIO 10 – 12°C.

Telavé Antichi Poderi di Jerzu

Telavé Antichi Poderi di Jerzu

Modena, September 12, 2009

I stole this bottle to my father who, like every summer, bought several bottles of Vermentino. At the sight has a nice sheen, is crystalline and yellow, large. The nose is intense and complex with aromas of citrus and mandarin, white flowers, is fine. The mouth is dry, hot enough prevail freshness and minerality. I must say that it is really nice.

The label on the back of the bottle, I find some of Aldo to Paddu taken from “Quartinas”

Prena sa tassa de su Vinu ‘onu

ca m’est torradu sanu su fiadu;

ca su chi est depet essere est ustadu,

e su chi est istadu no at perdonu.

Riempi il bicchiere con il Vino buono

giacchè mi è ritornato il fiato;

poichè ciò che doveva essere, è stato,

e ciò che è stato non da essere perdonato.

The manufacturer’s site you can retrieve some information on “Telavé.”

VINE Vermentino grapes of the territory of Jerzu.

QUALIFICATION Vermentino di Sardegna DOC

Color Appearance yellow with green reflections.

PERFUME Typically aromatic and elegant bouquet.

Balanced flavor, soft, good structure.

Alcohol content 12% Vol

APPROXIMATIONS Excellent as aperitif, with dishes divinely crustaceans or fish in general.

TEMPERATURE OF 10 – 12 ° C.

Tenuta Cocci Grifoni – Falerio 2008Tenuta Cocci Grifoni – Falerio 2008

Modena, 7 Settembre 2009,

Falerio - Tenuta Cocci Grifoni

Falerio - Tenuta Cocci Grifoni

Vino acquistato nelle Marche durante la vacanza a San Benedetto del Tronto. Appare alla vista cristallino, giallo paglierino e consistente con copiose lacrime. Al naso è abbastanza intenso, abbastanza complesso, prevalgono i profumi secondari di fiori (biancospino e acacia) e frutta a polpa bianca. In bocca si avverte immediatamente una spiccata freschezza, ben bilanciata però dalla componente morbida fornita dall’alcool. La PAI è abbastanza lunga, grazie forse alla buona sapidità. Invoglia al prossimo bicchiere. Interessante.

Il sito del produttore (Tenuta Cocci Grifoni) si riporta questa interessante descrizione della DOC:

Falerio lega le sue origini alla storia del Piceno: il nome deriva da Faleria, antica città romana (oggi Falerone). Il blend che lo compone segue il disciplinare della DOC (presenza di uve Passerina, Pecorino e Trebbiano, oltre ad una percentuale di altri vitigni a bacca bianca autorizzati nella Regione Marche). Così si ottiene un vino di un colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli; all’olfatto si apre con note di pomacee verdi, fiori bianchi e gialli riconducibili a biancospino, ginestra, acacia. Fresco in bocca e leggermente acidulo, con un leggero retrogusto di mandorla. Si presta ‘ttimamente ad accompagnare ogni genere di aperitivo e in particolare pesci, molluschi, crostacei e le celeberrime olive all’ascolana. Questo vino, è indicato anche in abbinamento a ricette leggere di primi e secondi piatti a base di animali da cortile.

Mi piace riportare anche qualche punto del disciplinare che regola la produzione della DOC Falerio.

Art. 2.
ll vino a denominazione di origine controllata «Falerio dei Colli Ascolani» o «Falerio» deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti, aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Trebbiano toscano dal 20 al 50 %;
Passerina dal 10 al 30 %;
Pecorino dal 10 al 30 %.

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