Antonio Camillo mi accoglie in un caldo pomeriggio di Luglio 2010 nel suo “ufficio” sopra la cantina insieme a 4 signori svizzeri che girano ogni estate l’Italia alla ricerca di buon vino. Ci fa assaggiare tutti i vini del Poggio Argentiera spiegando la storia dell’azienda e la sua creazione, il “Principio”. Questa sera ho stappato la seconda bottiglia che avevo acquistato di Principio 2008. Da uve 100% ciliegiolo, fermentazione ed affinamento in acciaio si presenta rosso rubino con riflessi granato, limpido, consistente. Al naso si apre con “un’esplosione di freschezza, note di ciliegia matura e prugna”. Per usare termini AIS è intenso, abbastanza complesso e fine. Profumi secondari di frutta e fiori, ma anche terziari di spezie. In bocca è secco, abbastanza morbido, caldo, abbastanza fresco, tannico e sapido. Di corpo, abbastanza equilibrato, fine, abbastanza persistente-persistente. Abbastanza armonico.
Per usare le parole dei produttori:
Un vino vero di Maremma,con la giusta rusticita’ che tiene il palato pulito con qualsiasi piatto della nostra tradizione, di grande bevibilità e piacevolezza, ma lontano dagli eccessi di morbidezza eccessiva.
Il Ciliegiolo è una delle uve che più rappresentano la Maremma, in cui si è acclimatato in tempi remoti. A testimonianza di questo, recenti studi sul genoma della vite rivelano una stretta parentela (progenitore e/o progenie) con il Sangiovese. Vi sono ancora vigneti vecchi di oltre 50 anni, in grado di produrre vini complessi e longevi, e, per alcuni, inaspettatamente eleganti.
1. Azienda in crescita.
2. Riduzione progressiva delle barrique,







