Ricevo in regalo un’ottima bottiglia di Foradori 2006. Etichetta essenziale e minimalista.
Rubino scuro, consistente, lacrime fitte, si preannuncia alcool. Profluvio di sentori secondari e terziari: profumi netti e puliti di amarena, mirtillo, spezie. In bocca è secco, caldo, abbastanza morbido, tannico e abbastanza fresco. Si avverte una piena consistenza; finezza, persistenza ed equilibrio caratterizzano il Foradori degustato.
Sangiorgi nel numero trentacinque di Porthos apre il capitolo “il vero vino naturale” con l’intervento di Elisabetta Foradori al convegno dei vini naturali tenutosi a Trento il 12 Dicembre 2009. Elisabetta spiega che pur avendo da sempre prodotto vino di buona qualità ha intrapreso “una nuova strada” che è quello della produzione del vino naturale. Lei insieme ad altri undici viticultori hanno iniziato un lavoro comune dandosi il nome “I Dolomitici” (http://idolomitici.com/)
Dal sito di Elisabetta Foradori:
Il Campo Rotaliano è un unità geografica ben delimitata, una sorta di rientranza della Valle dell’Adige, incuneata fra le montagne. La sua storia e la sua formazione sono legate al fiume Noce che trascinò con sé nei secoli detriti calcarei, granitici e porfirici.
All’interno di questa piccola pianura, a seconda del quantitativo più o meno elevato del contenuto in scheletro dei terreni, si differenziano delle micro zone a cui i viticoltori hanno dato nomi diversi.
E’ dall’assemblaggio delle uve di alcune di queste micro zone e quindi dal sinergismo dei loro diversi requisiti qualitativi che nasce il “Foradori”.
DENOMINAZIONE: Foradori – Teroldego Rotaliano DOC
VARIETA’: Teroldego 100%
SITO DEI VIGNETI: Comune di Mezzolombardo | Campazzi, Settepergole e altri siti
SUPERFICIE DEI VIGNETI: diverse parcelle per complessivi 14 ettari | da 3.000 a 6.000 ceppi per ettaro
SUOLO: terra alluvionale, ghiaioso – ciottolosa
FERMENTAZIONE: acciaio
AFFINAMENTO: 15/18 mesi in legno (rovere)
PRODUZIONE: 130.000 bottiglie





