Enállage (dal greco enallásein “cambiare”): consiste nell’adoperare una forma grammaticale al posto di un’altra che ne assume il valore. Così, un aggettivo può essere usato al posto di un avverbio (ad esempio “cammina spedito”) oppure un tempo verbale presente può essere usato al posto di un futuro (esempio “domani vengo”).
Ipallage (dal greco hypallásein, “scambiare”): figura retorica che consiste nell’attribuire a un termine di una frase qualcosa (qualificazione, determinazione o specificazione) che logicamente spetterebbe ad un termine vicino. Così nel versi di Pascoli (Arano vv.5-6): un ribatte / le porche con sua marra pazïente , l’aggettivo “paziente” è riferito all’arnese “marra” ma logicamente va riferito ad “un”, cioè al contadino che usa la “marra” e che è “paziente”.