Giorgio Napolitano uomo dell’anno per Wired

Motivazione: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dimostrato negli ultimi 12 mesi una sorprendente velocità nel rimanere collegato alla realtà. In una parola: wired

L’articolo:  http://mag.wired.it/news/2011/12/01/wired-magazine-dicembre.html

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Thunderbird - ricevuta di lettura

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Lambrusco Tenuta di Aljano 2010

Lambrusco Settefilari

Lambrusco Settefilari

Ordiamo all’Osteria del Simposio un paio di bottiglie di lambrusco e ci portano anche il “Settefilari” della tenuta di Aljano.

Ottenuto per l’85% da 4 lambruschi autoctoni: Montericco, Maestri, Marani e Salamino; per il restante 15% da 3 vitigni autoctoni: Ancellotta, Malbo Gentile e Sgavetta. Da qui il nome: “Settefilari”.

Le sette uve che compongono il Lambrusco Settefilari vengono raccolte e vinificate tutte insieme. Al momento della vendemmia ognuna ha così un diverso grado di maturazione: in tal modo ogni vitigno conferisce i propri aromi primari, le note sia mature, sia fresche di acidità, sfruttando al meglio le singole peculiarità. Mettendo a macerare le sette uve in un unico tino, inoltre, le bucce e il mosto si legano dall’inizio, ottenendo un buon equilibrio. La fermentazione avviene in tini d’acciaio con le valvole chiuse per dare il frizzante al vino.  (da: www.tenutadialjano.it)

Colore rosso rubino intenso e brillante, con bollicine fini. All’olfatto è intenso e si apprezzano note di frutta rossa quali prugna, ciliegia e, su tutte, una nota di cacao; al palato si percepisce una buona freschezza (conferita sia dai lambruschi che da uve come la Sgavetta), bilanciata da un finale leggermente morbido. Equilibrato è fine, abbastanza persistente, abbastanza armonico.

Da organizzare un giro in cantina: Via Figno 1, 42019 Jano di Scandiano (Re)

Cantine del Castello di Conti – Boca DOC, degustazione bottiglia del 1991 terredivite Levizzano (MO)

Conti - Boca 1991

Conti - Boca 1991

E’ la prima volta che assaggio un vino di 20 anni (vendemmia 1991) e come hanno commentato altri presenti ne “dimostrava 10 in meno”. Da qui si capiscono le doti del nebbiolo… davvero notevole. Elena Conti, presente in sala, ci spiega che il padre è riuscito a produrlo e affinarlo con una perfetta ossigenazione che ha portato questa bottiglia all’equilibrio. Notevole davvero. I dettagli di questo vino dal sito del produttore http://www.castelloconti.it/:

Il Boca, DOC storica istituita nel 1969, è un vino nobile di antiche tradizioni delle Colline Novaresi. Nasce dalla mescolanza di tre tipi di uva: 70% di Nebbiolo,  25% di Vespolina e 5% di Uva Rara (Bonarda Novarese).

Un vino longevo che va necessariamente lasciato invecchiare e che per scelta aziendale matura e affina più a lungo dei 3 anni minimi imposti dal disciplinare di produzione.
Un vino tannico, ricco di sali, dal colore rosso rubino tendente al granato brillante; caldo e secco al palato, è un vino corposo piacevolmente acido che evidenzia la presenza di tannini tendenti al dolce, un invito a bere, lasciando la bocca pulita.
L’acidità totale minima è del 6 per mille, è questo “il vero ‘ingrediente segreto’ che fa del Boca uno dei rossi italiani, tra quelli vocati al grande invecchiamento, più facilmente bevibili.

Attualmente le annate disponibili di Boca doc Conti sono le seguenti: 2006, 2005, 2004, 2003, 2000, 1998 e 1996 con etichetta “il rosso delle donne”. 1994, 1993, 1991, 1990, 1989, 1988, 1987, 1986, 1985, 1984 con etichetta tradizionale “castello” e alcune “artistiche”.

Castello di Levizzano Rangone – Castelvetro (MO) Terre di vite – 12 e 13 Ottobre 2011

Terre di vite 2011

Terre di vite 2011

Torna sabato 12 e domenica 13 novembre prossimi al Castello di Levizzano Rangone – Castelvetro (MO) Terre di vite www.terredivite.it , uno degli appuntamenti di riferimento nel mondo del vino di qualità. L’iniziativa, ormai identificata da pubblico e addetti ai lavori come la manifestazione enologico – culturale per eccellenza, vedrà la presenza dei banchi d’assaggio di una cinquantina di produttori provenienti da 15 regioni e sarà arricchita da un vasto programma artistico e culturale incentrato sul filo conduttore della femminilità.

Organizzata dall’associazione culturale Divino Scrivere, la manifestazione presenterà al pubblico un gruppo di vignaioli eterogeneo per provenienza ed esperienza: nelle sale del castello di Levizzano sarà possibile assaggiare vini provenienti da territori prestigiosi come Barolo e Montalcino ma anche prodotti di zone meno conosciute o emergenti; accanto a produttori di primo piano il pubblico troverà diversi giovani che hanno già avuto modo di richiamare l’attenzione della critica per i connotati etici del loro lavoro e la qualità dei loro prodotti. Ad accomunarli, valori umani e culturali che vanno oltre il doveroso rispetto dell’ambiente e che consentono di dare vita a vini di livello qualitativo indiscutibile. Come nelle precedenti edizioni, troveranno spazio accanto al vino – ancora nell’ottica di valorizzazione e promozione del territorio che contraddistingue il progetto – prodotti alimentari di eccellenza (presidi e d.o.p.).

Uno sguardo alle aziende partecipanti, ciascuna con il produttore presente personalmente, può fornire un’idea della varietà dell’offerta presentata dagli organizzatori, che hanno voluto privilegiare – oltre al criterio qualitativo – gli aspetti relativi al legame con il territorio e alla valenza culturale dei produttori e dei loro vini. Una fotografia reale e di grande spessore della viticoltura italiana e dei territori dei quali è espressione. Come d’abitudine, Terre di vite vuole raccontare un grande vitigno come il nebbiolo nelle sue varie declinazioni: da quella più blasonata del Barolo, che sarà proposto nelle versioni tradizionali di Schiavenza e Luigi Oddero al fascino del Nord Piemonte, qui presente con i vini di denominazioni emergenti come la Doc Boca (Cantine del Castello Conti e Le Piane) e Coste della Sesia (Montecavallo) e quelli di zone più note come quella di Gattinara, che i visitatori potranno assaggiare nella versione di Paride Iaretti. La panoramica sarà completata dai nebbioli di Valtellina di Le Strie e da quelli di una delle più quotate cantine italiane, Ar.pe.pe. Piemonte e Toscana verranno raccontate anche da angolazioni inconsuete, come quella della Barbera di Fabrizio Iuli, un vignaiolo che ha creduto in un territorio abbandonato ed è riuscito a vincere la sua scommessa, o la sfida di Guido Zampaglione (Tenuta Grillo), giovane campano che con i suoi vini è riuscito a raccontare il Monferrato come pochi altri. La Barbera di Carussin e il Dogliani di Nicoletta Bocca (San Fereolo) sono espressione di un Piemonte tradizionale ma capace di mettersi in continua discussione, mentre il Sol di Ezio Cerruti è un vino sovversivo che ha restituito dignità a una zona prigioniera delle logiche dettate dagli uffici marketing. I Brunello di Montalcino di Podere san Lorenzo e Podere Paganico offriranno una rappresentazione classica della Toscana nella sua denominazione più celebre, mentre due gioielli come il Syrah di Stefano Amerighi e il Cristino, Aleatico Passito di La Piana (dall’isola di Capraia) racconteranno storie fatte di coraggio, talento e passione. Un “garagista” come Giulio Moriondo porterà i suoi gioielli a tiratura limitata dalla Valle d’Aosta, mentre un grande nome come quello di Bressan racconterà il fascino del Friuli, territorio caro agli appassionati più raffinati; non mancherà l’Amarone della Valpolicella, qui nella versione naturale e “autentica” di Monte dall’Ora. Liguria rappresentata nel ponente dal Rossese di Maccario – Dringenberg e nel Levante dallo Sciacchetrà di Capellini. Nutrita la pattuglia di casa, con alcuni produttori modenesi del Lambrusco a fianco di due realtà emergenti di sicuro interesse come la romagnola Ancarani e la bolognese Manaresi, capaci di mettersi in gioco nella tradizione quanto con i vitigni internazionali. Terre di vite racconta le Marche attraverso i rossi del Piceno di Maria Pia Castelli e un bianco di grande fascino, il Verdicchio dei Castelli di Jesi della Marca di San Michele; il Lazio, terra sospesa a metà tra le sperimentazioni e la tradizione, è rappresentato da Occhipinti e Poggio alla meta. Poi ancora il Sud, con la Campania di Nanni Copé – nome tra i più interessanti dell’ultima ondata – e Vadiaperti, una delle cantine di riferimento quando si parla di un vitigno come il Fiano;l’Aglianico “vulcanico” lucano della bella e brava Sara Carbone, i vini di territorio del pugliese Carpentiere. Il Cirò di Terre del Gufo e quello – ricercatissimo – di ‘A Vita offriranno al pubblico l’opportunità di scoprire un territorio spesso ingiustamente sottovalutato. Non mancherà la Sicilia, a Levizzano, che però sarà presente con rappresentazioni di territorio e vitigno ben lontane dall’impostazione modaiola alla quale spesso è associata l’isola dal punto di vista enologico: Barraco, Paola Lantieri e La Presasono tre nomi accomunati dallo sforzo per la valorizzazione del vitigno autoctono, capaci di fornire un’interpretazione dei rispettivi territori fieramente autentica.

Il programma degli appuntamenti culturali prevede una lezione del direttore di Porthos Sandro Sangiorgi sull’aspetto femminile del vino (domenica 13 alle ore 10:30), che insieme alla docente di Filosofia e Teoria dei linguaggi Rosalia Cavalieri cercherà di dare un significato al concetto di“sensibilità femminile”, oltre i luoghi comuni e avvalendosi della comunicatività del vino. Seguirà una serie di conversazioni con donne che si occupano a vario titolo di vino condotta da Marco Arturi (domenica 13 alle ore 15:30). Le protagoniste saranno due produttrici note per il talento e il coraggio espresso nelle scelte, Nicoletta Bocca e Giovanna Maccario, l’organizzatrice, instancabile animatrice e ristoratrice italo – franceseChristine Cogez – Mariani e Anna Soldati, nuora dell’indimenticabile Mario.

La parte artistica prevede diverse performance a ciclo continuo (musica, reading di poesia e canto) curate da Giulia M. Miscioscia, artista emergente poliedrica e dotata di grande sensibilità, con un viaggio nella musica popolare al femminile, che dal settecento di Pergolesi, Paisiello e Mozart arriverà fino alle ballate di Joan Baez e Voleta Parra passando per il Fado e i Beatles. in programma anche la mostra permanente di sculture “Le bottiglie e i vini” della ceramista piemontese Maria Teresa Rosa: la sua inesausta ricerca formale, partendo dai canoni tipici del linguaggio ceramico, si traduce in opere di arte contemporanea. Anche in questo caso saranno i canoni della femminilità e della sensibilità al femminile a farla da protagonisti.

Il banchetto istituzionale AIS Modena sarà presente all’interno delle sale del Castello di Levizzano per entrambi i giorni, a disposizione del pubblico per rilasciare informazioni sui corsi e sulle attività dell’Associazione.

Contributo per l’ingresso: 15 euro, più 5 euro di cauzione per il calice

 

Monferrato Dolcetto 2010 – Castello del Poggio – Degustazione e prezzo

Castello del Poggio

Sorge in una delle zone più vocate per Moscato e Brachetto, per via del clima influenzato da elevate scursioni termiche notturne al riparo dei venti del sud-ovest grazie all’Appennino Ligure e alle Alpi Marittime…Da qui derivano vini precisi e dall’immediata riconoscibilità, schietti a mai banali, pur dovendo confrontarsi con numeri elevati di produzione.

[Guida AIS 2011].

La tenuta di Castello del Poggio ad Asti non si fregia di licenza poetica: l’anima del terreno è un vero e proprio castello, casa-forte medievale che appartenne alla nobile famiglia Brunéis, costruita fra il 1100 e il 1300. 180 ettari di terreno dedicati alla produzione vinicola che grazie alla terragenerosa, profonda, antica del Piemonte regalano vini intensi, pieni di vita e di personalità. [sito del produttore]

Monferrato Dolcetto 2010

Dolcetto Monferrato 2010

Dolcetto Monferrato 2010 - Castello del Poggio

Degustazione

Rubino, apre con sentori di amarena, rosa, ciclamino, pepe ed un tocco di mentuccia. Bocca fresca di tannini asciutti, finale sapido e di amarena. Acciaio, abbinamento adatto: involtini di carne.

Vinificazione e affinamento

Le uve, vendemmiate a mano, sono avviate alla pigiatura e diraspatura e quindi alla vinificazione tradizionale in rosso entro fermentini verticali. Il periodo di contatto del mosto con le bucce conferisce al vino il caratteristico colore rosso rubino intenso. La piacevole morbidezza è dovuta al tipo di uva d’origine e alla sua buona maturazione.

Prezzo

Acquistato al centro commerciale Grandemilia, in un periodo promozionale 6.60 € -20%, quindi circa 5.30€. Sulla guida AIS è a 8€.

iOS 5 il computer non serve più e somiglianze Android?

Apple ha rilasciato iOS 5, la novità più importante riguarda la “relazione” col computer. Il nuovo sistema operativo permette di sganciarsi dall’uso del PC.

Independence for all iOS devices.

With iOS 5, you no longer need a computer to own an iPad, iPhone, or iPod touch. Activate and set up your device wirelessly, right out of the box. Download free iOS software updates directly on your device. Do more with your apps — like editing your photos or adding new email folders — on your device, without the need for a Mac or PC. And back up and restore your device automatically using iCloud.

 

Qui la lista di tutte le novità (alcune mi sembrano molto simili ad Android, ma dovrei provare un iphone aggiornato…).

http://www.apple.com/ios/features.html