Castello di Levizzano Rangone – Castelvetro (MO) Terre di vite – 12 e 13 Ottobre 2011

Terre di vite 2011

Terre di vite 2011

Torna sabato 12 e domenica 13 novembre prossimi al Castello di Levizzano Rangone – Castelvetro (MO) Terre di vite www.terredivite.it , uno degli appuntamenti di riferimento nel mondo del vino di qualità. L’iniziativa, ormai identificata da pubblico e addetti ai lavori come la manifestazione enologico – culturale per eccellenza, vedrà la presenza dei banchi d’assaggio di una cinquantina di produttori provenienti da 15 regioni e sarà arricchita da un vasto programma artistico e culturale incentrato sul filo conduttore della femminilità.

Organizzata dall’associazione culturale Divino Scrivere, la manifestazione presenterà al pubblico un gruppo di vignaioli eterogeneo per provenienza ed esperienza: nelle sale del castello di Levizzano sarà possibile assaggiare vini provenienti da territori prestigiosi come Barolo e Montalcino ma anche prodotti di zone meno conosciute o emergenti; accanto a produttori di primo piano il pubblico troverà diversi giovani che hanno già avuto modo di richiamare l’attenzione della critica per i connotati etici del loro lavoro e la qualità dei loro prodotti. Ad accomunarli, valori umani e culturali che vanno oltre il doveroso rispetto dell’ambiente e che consentono di dare vita a vini di livello qualitativo indiscutibile. Come nelle precedenti edizioni, troveranno spazio accanto al vino – ancora nell’ottica di valorizzazione e promozione del territorio che contraddistingue il progetto – prodotti alimentari di eccellenza (presidi e d.o.p.).

Uno sguardo alle aziende partecipanti, ciascuna con il produttore presente personalmente, può fornire un’idea della varietà dell’offerta presentata dagli organizzatori, che hanno voluto privilegiare – oltre al criterio qualitativo – gli aspetti relativi al legame con il territorio e alla valenza culturale dei produttori e dei loro vini. Una fotografia reale e di grande spessore della viticoltura italiana e dei territori dei quali è espressione. Come d’abitudine, Terre di vite vuole raccontare un grande vitigno come il nebbiolo nelle sue varie declinazioni: da quella più blasonata del Barolo, che sarà proposto nelle versioni tradizionali di Schiavenza e Luigi Oddero al fascino del Nord Piemonte, qui presente con i vini di denominazioni emergenti come la Doc Boca (Cantine del Castello Conti e Le Piane) e Coste della Sesia (Montecavallo) e quelli di zone più note come quella di Gattinara, che i visitatori potranno assaggiare nella versione di Paride Iaretti. La panoramica sarà completata dai nebbioli di Valtellina di Le Strie e da quelli di una delle più quotate cantine italiane, Ar.pe.pe. Piemonte e Toscana verranno raccontate anche da angolazioni inconsuete, come quella della Barbera di Fabrizio Iuli, un vignaiolo che ha creduto in un territorio abbandonato ed è riuscito a vincere la sua scommessa, o la sfida di Guido Zampaglione (Tenuta Grillo), giovane campano che con i suoi vini è riuscito a raccontare il Monferrato come pochi altri. La Barbera di Carussin e il Dogliani di Nicoletta Bocca (San Fereolo) sono espressione di un Piemonte tradizionale ma capace di mettersi in continua discussione, mentre il Sol di Ezio Cerruti è un vino sovversivo che ha restituito dignità a una zona prigioniera delle logiche dettate dagli uffici marketing. I Brunello di Montalcino di Podere san Lorenzo e Podere Paganico offriranno una rappresentazione classica della Toscana nella sua denominazione più celebre, mentre due gioielli come il Syrah di Stefano Amerighi e il Cristino, Aleatico Passito di La Piana (dall’isola di Capraia) racconteranno storie fatte di coraggio, talento e passione. Un “garagista” come Giulio Moriondo porterà i suoi gioielli a tiratura limitata dalla Valle d’Aosta, mentre un grande nome come quello di Bressan racconterà il fascino del Friuli, territorio caro agli appassionati più raffinati; non mancherà l’Amarone della Valpolicella, qui nella versione naturale e “autentica” di Monte dall’Ora. Liguria rappresentata nel ponente dal Rossese di Maccario – Dringenberg e nel Levante dallo Sciacchetrà di Capellini. Nutrita la pattuglia di casa, con alcuni produttori modenesi del Lambrusco a fianco di due realtà emergenti di sicuro interesse come la romagnola Ancarani e la bolognese Manaresi, capaci di mettersi in gioco nella tradizione quanto con i vitigni internazionali. Terre di vite racconta le Marche attraverso i rossi del Piceno di Maria Pia Castelli e un bianco di grande fascino, il Verdicchio dei Castelli di Jesi della Marca di San Michele; il Lazio, terra sospesa a metà tra le sperimentazioni e la tradizione, è rappresentato da Occhipinti e Poggio alla meta. Poi ancora il Sud, con la Campania di Nanni Copé – nome tra i più interessanti dell’ultima ondata – e Vadiaperti, una delle cantine di riferimento quando si parla di un vitigno come il Fiano;l’Aglianico “vulcanico” lucano della bella e brava Sara Carbone, i vini di territorio del pugliese Carpentiere. Il Cirò di Terre del Gufo e quello – ricercatissimo – di ‘A Vita offriranno al pubblico l’opportunità di scoprire un territorio spesso ingiustamente sottovalutato. Non mancherà la Sicilia, a Levizzano, che però sarà presente con rappresentazioni di territorio e vitigno ben lontane dall’impostazione modaiola alla quale spesso è associata l’isola dal punto di vista enologico: Barraco, Paola Lantieri e La Presasono tre nomi accomunati dallo sforzo per la valorizzazione del vitigno autoctono, capaci di fornire un’interpretazione dei rispettivi territori fieramente autentica.

Il programma degli appuntamenti culturali prevede una lezione del direttore di Porthos Sandro Sangiorgi sull’aspetto femminile del vino (domenica 13 alle ore 10:30), che insieme alla docente di Filosofia e Teoria dei linguaggi Rosalia Cavalieri cercherà di dare un significato al concetto di“sensibilità femminile”, oltre i luoghi comuni e avvalendosi della comunicatività del vino. Seguirà una serie di conversazioni con donne che si occupano a vario titolo di vino condotta da Marco Arturi (domenica 13 alle ore 15:30). Le protagoniste saranno due produttrici note per il talento e il coraggio espresso nelle scelte, Nicoletta Bocca e Giovanna Maccario, l’organizzatrice, instancabile animatrice e ristoratrice italo – franceseChristine Cogez – Mariani e Anna Soldati, nuora dell’indimenticabile Mario.

La parte artistica prevede diverse performance a ciclo continuo (musica, reading di poesia e canto) curate da Giulia M. Miscioscia, artista emergente poliedrica e dotata di grande sensibilità, con un viaggio nella musica popolare al femminile, che dal settecento di Pergolesi, Paisiello e Mozart arriverà fino alle ballate di Joan Baez e Voleta Parra passando per il Fado e i Beatles. in programma anche la mostra permanente di sculture “Le bottiglie e i vini” della ceramista piemontese Maria Teresa Rosa: la sua inesausta ricerca formale, partendo dai canoni tipici del linguaggio ceramico, si traduce in opere di arte contemporanea. Anche in questo caso saranno i canoni della femminilità e della sensibilità al femminile a farla da protagonisti.

Il banchetto istituzionale AIS Modena sarà presente all’interno delle sale del Castello di Levizzano per entrambi i giorni, a disposizione del pubblico per rilasciare informazioni sui corsi e sulle attività dell’Associazione.

Contributo per l’ingresso: 15 euro, più 5 euro di cauzione per il calice

 

Uvalibre, venerdi 23 e sabato 24 Settembre 2011

Un nome provocatorio, dove in Piemontese “Libre” vuol dire sia Libero che Libro, con un velato richiamo al celebre cocktail che si rifà al grido di libertà del popolo cubano ai tempi della rivoluzione.
UVALIBRE nasce dal tentativo di ZOOROOM, un’ associazione fatta di persone comuni, di dare un valore aggiunto alla tradizionale sagra dell’ Uva di Carrù.
L’idea era proprio quella di partire da una base popolare ben collaudata per adottare una formula nuova che comprendesse enogastronomia, cultura e musica.

Parlare di vino e cibo in Langa può apparire scontato, ma quel qualcosa in più che si tentava di dare stava proprio nell’inserire in una tradizione già così conosciuta un carattere che esulasse il più possibile da marchi di fabbrica ormai deja-vù.

Una sorta di ritorno alle origini che dal territorio si apre a realtà più ampie e che attrae automaticamente, quasi come un contagio, quei personaggi che la cultura la scrivono, la suonano o la vinificano e li unisce a quelle persone che a loro volta la leggono, la ascoltano o la bevono.

http://www.uvalibre.it/

 

44° Sagra dell’uva e del lambrusco grasparossa di Castelvetro 2011

44° SAGRA DELL’UVA E
DEL LAMBRUSCO GRASPAROSSA
DI CASTELVETRO DI MODENA DOP

Lambrusco Castelvetro

17-18 e 24-25 Settembre 2011
Castelvetro di Modena

Manifestazione che si propone di valorizzare e rinsaldare la vocazione agricola del territorio castelvetrese esaltandone le eccellenze gastronomiche, la storia e le caratteristiche del suo prodotto principe, con una grande varietà di iniziative che coinvolgono l’intero paese.

Via Comune di Castelvetro 

Visita cantina Poggio Argentiera – incontro con Antonio Camillo – Principio 2008Visita cantina Poggio Argentiera – incontro con Antonio Camillo

Antonio Camillo mi accoglie in un caldo pomeriggio di Luglio 2010 nel suo “ufficio” sopra la cantina insieme a 4 signori svizzeri che girano ogni estate l’Italia alla ricerca di buon vino. Ci fa assaggiare tutti i vini del Poggio Argentiera spiegando la storia dell’azienda e la sua creazione, il “Principio”. Questa sera ho stappato la seconda bottiglia che avevo acquistato di Principio 2008. Da uve 100% ciliegiolo, fermentazione ed affinamento in acciaio si presenta rosso rubino con riflessi granato, limpido, consistente. Al naso si apre con “un’esplosione di freschezza, note di ciliegia matura e prugna”. Per usare termini AIS è intenso, abbastanza complesso e fine. Profumi secondari di frutta e fiori, ma anche terziari di spezie. In bocca è secco, abbastanza morbido, caldo, abbastanza fresco, tannico e sapido. Di corpo, abbastanza equilibrato, fine, abbastanza persistente-persistente. Abbastanza armonico.

Principio Ciliegiolo-Antonio Camillo 2008  Poggio Argentiera

Principio Ciliegiolo - di Antonio Camillo 2008 - Poggio Argentiera

Per usare le parole dei produttori:

Un vino vero di Maremma,con la giusta rusticita’ che tiene il palato pulito con qualsiasi piatto della nostra tradizione, di grande bevibilità e piacevolezza, ma lontano dagli eccessi di morbidezza eccessiva.
Il Ciliegiolo è una delle uve che più rappresentano la Maremma, in cui si è acclimatato in tempi remoti. A testimonianza di questo, recenti studi sul genoma della vite rivelano una stretta parentela (progenitore e/o progenie) con il Sangiovese. Vi sono ancora vigneti vecchi di oltre 50 anni, in grado di produrre vini complessi e longevi, e, per alcuni, inaspettatamente eleganti.

 http://poggioargentiera.com/

1. Azienda in crescita.

2. Riduzione progressiva delle barrique,

多少是額外的處女意大利橄欖油好,什麼是最好的生產商?

這是一個問題,我早就做了調酒師在三級提出的教訓對石油的橄欖油。為了東方建議我嘗試了免費小冊子稱為“2011年選擇特純橄欖油的佛羅倫薩”,出版的商品化學實驗室的商會佛羅倫薩(www.fi.camcom.it),通常出來的身邊的時候了SOL(轎車油 - 已經去)。

這只是第一步,因為它僅說明了油的佛羅倫薩。為了找到更有趣的生產者的其他地區,在“海”的所有那些誰使油,你可以使用比賽,尤其是選擇入圍的大型比賽。這些總的是好的,並分類按類型的油(輕果香,中,激烈)和上市地區。

兩項比賽都保持一個眼上:大力神和Montiferru Olivari。

價格:我也解釋說,根據他的經驗,最低為處女在一瓶750毫升大約是9-12歐元,而在錫5千克可圍繞10歐元每公斤。

Lungarotti – Rubesco riserva – Torgiano Rosso Riserva 2004 – continua la serata

…continua la serata e troviamo subito accordo, invece, sul vino umbro. Pur essendo Lungarotti un nome famoso, nessuno di noi ha mai assaggiato qualcosa di questa cantina ed in generale di questa DOCG. La ragazza cambia i calici ben più ampi ed il profumo, in effetti, è decisamente intenso e complesso. Marasca, mora, violetta e spezie. Tannico ma tutto sommato anche abbastanza morbido, equilibrato e fine. Ottimo davvero. Nel frattempo arrivano i primi piatti, con questi abbinamento non proprio azzeccato (eravamo consapevoli di questa cosa, ma il Torgiano Rosso Riserva andava assaggiato), forse solo GM riesce a trovare un abbinamento abbastanza armonico grazie alla struttura del piatto (gnocchi fatti in casa con pancetta? non mi ricordo…). La prossima volta tagliata, filetto al pepe verde oppure fiorentina.. Continue reading

Drei Donà – Notturno – La cantina Sassuolo

Sangiovese di Romagna? Accenno appena un no con la testa, ma subito vengo ripreso dalla ragazza: “guarda che è piacevole, beverino, ma presenta anche una discreta complessità, non fare no!”. Va bene, ok cominciamo con questo. Ci facciamo portare i crostoni con culatello, prosciutto, gorgonzola, formaggi vari… un piatto di formaggi francesi e una bottiglia di Notturno, della cantina Drei Donà. Devo dire che lei aveva ragione, e mi rendo conto che sto ancora ragionando per luoghi comuni…

Drei Donà - Notturno

Drei Donà - Notturno

Da uve 100% Sangiovese  e da un terreno a medio impasto argilloso- limoso nasce questa bottiglia. Dal sito scopro che la fermentazione viene effettuata in vasche di acciaio inox per un periodo variabile tra i 10 ed i 14 giorni ad una temperatura controllata tra 28° e 30° con rimontaggi giornalieri. Fa malo-lattica in acciaio inox. L’affinamento del Notturno è in rovere per circa 7 – 8 mesi, in modo intelligente, frutta e legno si equilibrano bene.

 

Quanto costa l’olio extravergine di oliva buono e quali sono i migliori produttori?

Questa è la domanda che ho fatto tempo fa ad un sommelier che al III livello ha presentato la lezione sull’olio extravergine di oliva. Per orientarsi mi ha suggerito di cercare un libricino gratuito che si chiama “Selezione 2011 degli oli extravergini di Oliva di Firenze”, pubblicato dal laboratorio chimico merceologico della  Camera di Commercio di Firenze (www.fi.camcom.it) e di solito esce più o meno nel periodo del SOL (salone dell’olio – Vinitaly).

Questo è solo un primo passo, perché parla solo degli oli di Firenze. Per trovare altri produttori interessanti, di altre regioni, nel “mare” di tutti quelli che fanno Olio, si possono utilizzare i concorsi, in particolare scegliere i finalisti dei concorsi importanti. Questi in genere sono bravi e vengono classificati per tipo di olio (fruttato leggero, medio, intenso) ed elencati per regione.

I due concorsi da tener d’occhio sono: il montiferru e  l‘ercole olivario.

Prezzo: mi ha anche spiegato, che in base alla sua esperienza, il minimo per un extravergine in bottiglia da 750 cc è di circa 9-12 euro, mentre in latta da 5 Kg potrebbe essere intorno ai 10 euro al kg.

 

La cantidad de aceite extra virgen de oliva bueno y lo que son los mejores productores?

Esta es la pregunta que he hecho hace mucho tiempo que un sommelier en el Nivel III presentó la lección sobre el aceite de oliva virgen extra. Para orientar me sugirió que pruebe un folleto gratuito llamado ”2011 la selección de aceites vírgenes extra de Florencia”, publicado por el laboratorio químico de los productos básicos de la Cámara de Comercio de Florencia (www.fi.camcom.it) y por lo general sale más en la época de la SOL (aceite de salón - Vinitaly).

Esto es sólo un primer paso, ya que sólo habla de los aceites de Florencia.Para encontrar los productores más interesantes de otras regiones, en el”mar” de todos aquellos que hacen del petróleo, puede utilizar las competencias, en particular, para elegir a los finalistas de las competiciones más importantes. Estos son generalmente buenas y se clasifican por tipo de aceite (frutado ligero, medio e intenso) y listado por región.

Las dos competiciones están manteniendo un ojo en: Hércules y el OlivariMontiferru.

Precio: También me explicó que en base a su experiencia, el mínimo para una virgen en botella de 750 cc es de 09/12 euros, mientras que en lata 5 kg podría rondar los 10 euros por kg.