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	<title>Roberto Scaramelli &#187; Poesia</title>
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	<description>Degustazioni, ricette, esperienze personali</description>
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		<title>Goethe &#8211; il coraggio&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 08:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto quello che puoi fare, o sogni di poter fare, incomincialo. Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincialo adesso. All that you can do, or dream to do, start it. The courage consist of genius, power and &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/goethe-il-coraggio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 100%;">
<tbody>
<tr>
<td class="style3" style="width: 222px; height: 105px;">Tutto quello che puoi fare,</p>
<p>o sogni di poter fare,</p>
<p>incomincialo.</p>
<p>Il coraggio ha in sé genio,</p>
<p>potere e magia.</p>
<p>Incomincialo adesso.</td>
<td class="style1" style="height: 105px;"><span class="style2">All that you can do,</p>
<p>or dream to do,</p>
<p>start it.</p>
<p>The courage consist of genius,</p>
<p></span><span class="style2">power and magic.</p>
<p>Start it now.<br />
</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>J. W. Goethe </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La verità &#8211; Carofiglio &#8211; Le perfezioni provvisorie</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 11:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[«Nessuno dice mai tutta la verità, soprattutto quando parla di se stesso. Ma se mi fai una domanda del genere significa che in qualche modo già lo sai e ci sei stata attenta. Dunque, probabilmente, mi hai raccontato qualcosa di &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/la-verita-carofiglio-le-perfezioni-provvisorie/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«Nessuno dice mai tutta la verità, soprattutto quando parla di se stesso. Ma se mi fai una domanda del genere significa che in qualche modo già lo sai e ci sei stata attenta. Dunque, probabilmente, mi hai raccontato qualcosa di molto vicino alla cosiddetta verità».</p>
<p>&#8230;</p>
<p>«&#8230;Watts diceva che una persona sincera è quella che sa di essere un grande impostore e agisce con totale nonchalance. Accettando questa definizione, io sono a metà strada. So di essere un impostore ma non riesco ancora a gestire la cosa con nonchalance».</p></blockquote>
<p>Guido Guerrieri, protagonista di &#8220;Le perfezioni provvisorie&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Figure retoriche: Enállage &#8211; Ipallage</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 06:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Enállage (dal greco enallásein &#8220;cambiare&#8221;): consiste nell&#8217;adoperare una forma grammaticale al posto di un&#8217;altra che ne assume il valore. Così, un aggettivo può essere usato al posto di un avverbio (ad esempio &#8220;cammina spedito&#8221;)  oppure un tempo verbale presente può &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/figure-retoriche-enallage-ipallage/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Enállage </strong>(dal greco enallásein &#8220;cambiare&#8221;): consiste nell&#8217;adoperare una forma grammaticale al posto di un&#8217;altra che ne assume il valore. Così, un aggettivo può essere usato al posto di un avverbio (ad esempio &#8220;cammina spedito&#8221;)  oppure un tempo verbale presente può essere usato al posto di un futuro (esempio &#8220;domani vengo&#8221;).</p>
<p><strong>Ipallage </strong>(dal greco hypallásein, &#8220;scambiare&#8221;): figura retorica che consiste nell&#8217;attribuire a un termine di una frase qualcosa (qualificazione, determinazione o specificazione) che logicamente spetterebbe ad un termine vicino. Così nel versi di Pascoli (Arano vv.5-6): <em>un ribatte / le porche con sua marra pazïente </em>, l&#8217;aggettivo &#8220;paziente&#8221; è riferito all&#8217;arnese &#8220;marra&#8221; ma logicamente va riferito ad &#8220;un&#8221;, cioè al contadino che usa la &#8220;marra&#8221; e che è &#8220;paziente&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’arte della vita Zygmunt Bauman</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 06:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra vita è un’opera d’arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/l%e2%80%99arte-della-vita-zygmunt-bauman-ricerca-felicita/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La nostra vita è un’opera d’arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l’impossibile. E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe – di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all’altezza della sfida.</p>
<p>L’incertezza è l’habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Sfuggire all’incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso.<br />
<strong>Zygmunt BAUMAN, L’arte della vita</strong></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 06:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda Le città invisibili? Italo Calvino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda</p>
<p>Le città invisibili?</p>
<p>Italo Calvino</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Einstein &#8211; idea su Dio</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 18:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/einstein-idea-su-dio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell&#8217;essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell&#8217;incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Wislawa Szymborska &#8211; Poesia festival</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 06:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del festival della poesia, domenica 27 settembre a Maranello è stata recitata la poesia del premio Nobel polacco Wisława Szymborska. Qualche parola sull&#8217;anima L’anima la si ha ogni tanto, nessuno la ha di continuo, per sempre. Giorno dopo &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/wislawa-szymborska-poesia-festival/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del festival della poesia, domenica 27 settembre a Maranello è stata recitata la poesia del premio Nobel polacco Wisława Szymborska.</p>
<p><strong>Qualche parola sull&#8217;anima</strong></p>
<p><em>L’anima la si ha ogni tanto,<br />
nessuno la ha di continuo, per sempre.<br />
Giorno dopo giorno,<br />
anno dopo anno,<br />
possono passare senza di lei.<br />
A volte nidifica un po’ piu’ a lungo,<br />
sole in estasi e paura dell’infanzia,<br />
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.<br />
Di rado ci da una mano in occupazioni faticose,<br />
come spostare mobili, portare valige<br />
o percorrere le strade con scarpe strette,<br />
quando si compilano moduli,<br />
si trita la carne,<br />
di regola ha il suo giorno libero.<br />
Su mille nostre conversazioni<br />
partecipa ad una,<br />
ed anche a questo non necessariamente,<br />
poiche’ preferisce il silenzio,<br />
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,<br />
smonta di turno, alla chetichella,<br />
e’ schifettosa,<br />
non le piace vederci nella folla,<br />
il nostro lottare per un vantaggio qualunque<br />
e lo strepito degli affari, la disgusta,<br />
gioia e tristezza<br />
non sono per lei due sentimenti diversi,<br />
e’ presente accanto a noi<br />
solo quando essi sono uniti.<br />
Possiamo contare su di lei<br />
quando non siamo sicuri di niente<br />
e curiosi di tutto,<br />
tra gli oggetti materiali<br />
le piacciono gli orologi a pendolo<br />
e gli specchi, che lavorano con zelo<br />
anche quando nessuno guarda.<br />
Non dice da dove viene<br />
e quando sparira’ di nuovo,<br />
ma aspetta chiaramente simili domande.<br />
Si direbbe che<br />
cosi’ come lei a noi,<br />
anche noi siamo necessari a lei,</p>
<p>per qualcosa.</em></p>
<p>Un&#8217;altra brillante, ironica è la lirica sulla cipolla&#8230;</p>
<p><span id="more-686"></span></p>
<p><strong>La cipolla</strong></p>
<p><em>La cipolla è un’altra cosa.<br />
Interiora non ne ha.<br />
Completamente cipolla<br />
fino alla cipollità.<br />
Cipolluta di fuori,<br />
cipollosa fino al cuore,<br />
potrebbe guardarsi dentro<br />
senza provare timore. </em></p>
<p><em>In noi ignoto e selve<br />
di pelle appena coperti,<br />
interni d’inferno,<br />
violenta anatomia,<br />
ma nella cipolla – cipolla,<br />
non visceri ritorti.<br />
Lei più e più volte nuda,<br />
fin nel fondo e così via. </em></p>
<p><em>Coerente è la cipolla,<br />
riuscita è la cipolla.<br />
Nell’una ecco sta l’altra,<br />
nella maggiore la minore,<br />
nella seguente la successiva,<br />
cioè la terza e la quarta.<br />
Una centripeta fuga.<br />
Un’eco in coro composta.</em></p>
<p><em>La cipolla, d’accordo:<br />
il più bel ventre del mondo.<br />
A propria lode di aureole<br />
da sé si avvolge in tondo.<br />
In noi – grasso, nervi, vene,<br />
muchi e secrezioni.<br />
E a noi resta negata<br />
l’idiozia della perfezione. </em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Davanti San Guido</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 12:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[DAVANTI SAN GUIDO I cipressi che a Bólgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar, Quasi in corsa giganti giovinetti Mi balzarono incontro e mi guardâr. Mi riconobbero, e &#8211; Ben torni omai - Bisbigliaron vèr me &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/davanti-san-guido/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><strong><em><span style="font-size: 10pt;">DAVANTI SAN GUIDO</span></em></strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><em><span style="font-size: 10pt;">I cipressi che a Bólgheri alti e schietti<br />
Van da San Guido in duplice filar,<br />
Quasi in corsa giganti giovinetti<br />
Mi balzarono incontro e mi guardâr.</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Mi riconobbero, e &#8211; Ben torni omai -<br />
Bisbigliaron vèr me co &#8216;l capo chino -<br />
Perché non scendi? perché non ristai?<br />
Fresca è la sera e a te noto il cammino.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span id="more-357"></span>Oh sièditi a le nostre ombre odorate<br />
Ove soffia dal mare il maestrale:<br />
Ira non ti serbiam de le sassate<br />
Tue d&#8217;una volta: oh, non facean già male!</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Nidi portiamo ancor di rusignoli:<br />
Deh perché fuggi rapido così<br />
Le passere la sera intreccian voli<br />
A noi d&#8217;intorno ancora. Oh resta qui!</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Bei cipressetti, cipressetti miei,<br />
Fedeli amici d&#8217;un tempo migliore,<br />
Oh di che cuor con voi mi resterei -<br />
Guardando io rispondeva &#8211; oh di che cuore!</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ma, cipressetti miei, lasciatem&#8217;ire:<br />
Or non è più quel tempo e quell&#8217;età.<br />
Se voi sapeste!&#8230; via, non fo per dire,<br />
Ma oggi sono una celebrità.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>E so legger di greco e di latino,<br />
E scrivo e scrivo, e ho molte altre virtù;<br />
Non son più, cipressetti, un birichino,<br />
E sassi in specie non ne tiro più.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>E massime a le piante. &#8211; Un mormorio<br />
Pe&#8217; dubitanti vertici ondeggiò,<br />
E il dì cadente con un ghigno pio<br />
Tra i verdi cupi roseo brillò.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Intesi allora che i cipressi e il sole<br />
Una gentil pietade avean di me,<br />
E presto il mormorio si fe&#8217; parole:<br />
Ben lo sappiamo: un pover uomo tu se&#8217;.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ben lo sappiamo, e il vento ce lo disse<br />
Che rapisce de gli uomini i sospir,<br />
Come dentro al tuo petto eterne risse<br />
Ardon che tu né sai né puoi lenir.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>A le querce ed a noi qui puoi contare<br />
L&#8217;umana tua tristezza e il vostro duol;<br />
Vedi come pacato e azzurro è il mare,<br />
Come ridente a lui discende il sol!</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>E come questo occaso è pien di voli,<br />
Com&#8217;è allegro de&#8217; passeri il garrire!<br />
A notte canteranno i rusignoli:<br />
Rimanti, e i rei fantasmi oh non seguire;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>I rei fantasmi che da&#8217; fondi neri<br />
De i cuor vostri battuti dal pensier<br />
Guizzan come da i vostri cimiteri<br />
Putride fiamme innanzi al passegger.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Rimanti; e noi, dimani, a mezzo il giorno,<br />
Che de le grandi querce a l&#8217;ombra stan<br />
Ammusando i cavalli e intorno intorno<br />
Tutto è silenzio ne l&#8217;ardente pian,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ti canteremo noi cipressi i cori<br />
Che vanno eterni fra la terra e il cielo:<br />
Da quegli olmi le ninfe usciran fuori<br />
Te ventilando co &#8216;l lor bianco velo;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>E Pan l&#8217;eterno che su l&#8217;erme alture<br />
A quell&#8217;ora e ne i pian solingo va<br />
Il dissidio, o mortal, de le tue cure<br />
Ne la diva armonia sommergerà.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ed io &#8211; Lontano, oltre Appennin, m&#8217;aspetta<br />
La Tittì &#8211; rispondea -; lasciatem&#8217;ire.<br />
È la Tittì come una passeretta,<br />
Ma non ha penne per il suo vestire.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>E mangia altro che bacche di cipresso;<br />
Né io sono per anche un manzoniano<br />
Che tiri quattro paghe per il lesso.<br />
Addio, cipressi! addio, dolce mio piano!</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Che vuoi che diciam dunque al cimitero<br />
Dove la nonna tua sepolta sta? -<br />
E fuggìano, e pareano un corteo nero<br />
Che brontolando in fretta in fretta va.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Di cima al poggio allor, dal cimitero,<br />
Giù de&#8217; cipressi per la verde via,<br />
Alta, solenne, vestita di nero<br />
Parvemi riveder nonna Lucia:</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>La signora Lucia, da la cui bocca,<br />
Tra l&#8217;ondeggiar de i candidi capelli,<br />
La favella toscana, ch&#8217;è sì sciocca<br />
Nel manzonismo de gli stenterelli,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Canora discendea, co &#8216;l mesto accento<br />
De la Versilia che nel cuor mi sta,<br />
Come da un sirventese del trecento,<br />
Piena di forza e di soavità.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>O nonna, o nonna! deh com&#8217;era bella<br />
Quand&#8217;ero bimbo! ditemela ancor,<br />
Ditela a quest&#8217;uom savio la novella<br />
Di lei che cerca il suo perduto amor!</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Sette paia di scarpe ho consumate<br />
Di tutto ferro per te ritrovare:<br />
Sette verghe di ferro ho logorate<br />
Per appoggiarmi nel fatale andare:</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Sette fiasche di lacrime ho colmate,<br />
Sette lunghi anni, di lacrime amare:<br />
Tu dormi a le mie grida disperate,<br />
E il gallo canta, e non ti vuoi svegliare.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Deh come bella, o nonna, e come vera<br />
È la novella ancor! Proprio così.<br />
E quello che cercai mattina e sera<br />
Tanti e tanti anni in vano, è forse qui,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Sotto questi cipressi, ove non spero,<br />
Ove non penso di posarmi più:<br />
Forse, nonna, è nel vostro cimitero<br />
Tra quegli altri cipressi ermo là su.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ansimando fuggìa la vaporiera<br />
Mentr&#8217;io così piangeva entro il mio cuore;<br />
E di polledri una leggiadra schiera<br />
Annitrendo correa lieta al rumore.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo<br />
Rosso e turchino, non si scomodò:<br />
Tutto quel chiasso ei non degnò d&#8217;un guardo<br />
E a brucar serio e lento seguitò</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-size: 10pt;"><strong>Giosuè Carducci</strong></span></em></p>
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		<title>Corso di dialetto modenese</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 19:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto modenese]]></category>
		<category><![CDATA[ghirlandina]]></category>
		<category><![CDATA[modena]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto seguendo un corso di dialetto modenese. Ecco cosa ho imparato nella prima lezione: Dicesi di rimedio inefficace: &#8220;al caunta blesga e po&#8217; casca&#8221;. Dicesi di ragazzo aitante e in forze: &#8220;al selta i fos a la longa&#8221;. Riuscirci per &#8230; <a href="http://www.modna.it/diario/corso-di-dialetto-modenese/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto seguendo un corso di dialetto modenese. Ecco cosa ho imparato nella prima lezione:</p>
<div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 272px"><img class="size-large wp-image-285    " title="Ghirlandina" src="http://www.modna.it/wp-content/uploads/2009/08/IMG_1655-682x1024.jpg" alt="Ghirlandeina" width="262" height="393" /><p class="wp-caption-text">Ghirlandeina ed Modna</p></div>
<p>Dicesi di rimedio inefficace: &#8220;al caunta blesga e po&#8217; casca&#8221;.</p>
<p>Dicesi di ragazzo aitante e in forze: &#8220;al selta i fos a la longa&#8221;.</p>
<p>Riuscirci per il rotto della cuffia: &#8220;a gla caveda per al rat ed la sgavata&#8221;.</p>
<p>E&#8217; matto da legare: &#8220;l&#8217;è mat com&#8217;un cavech!&#8221;</p>
<p>Per mandare qualcuno a quel paese: &#8220;vala a tor in dal sac&#8221;</p>
<p>Per gli indecisi: &#8220;An spol menga ander a massa e ster a ca&#8217;&#8221;.</p>
<p>Ubriacarsi: &#8220;Ciapèr la bala&#8221;</p>
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		<title>Vinícius de Moraes &#8211; Sonetto della maggiore età</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 07:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sole, che nelle strade della città rivela i segni del vivere umano sul tuo bel viso sovrano sparge soltanto puro chiarore. Sei nato per il sole; sei gioventù in piena infiorescenza, frutto senza danno rosa che è sbocciata, anno &#8230; <a href="http://www.modna.it/poesia/vinicius-de-moraes-sonetto-della-maggiore-eta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il Sole, che nelle strade della città<br />
rivela i segni del vivere umano<br />
sul tuo bel viso sovrano<br />
sparge soltanto puro chiarore.</p>
<p>Sei nato per il sole; sei gioventù<br />
in piena infiorescenza, frutto senza danno<br />
rosa che è sbocciata, anno dopo anno<br />
verso una splendida maggiore età.</p>
<p>Al sole, che è padre del tempo, e che mai mente<br />
oggi s&#8217;innalza la mia preghiera ardente:<br />
non consenta mai che si arrischi</p>
<p>la vita in te, che è suprema allegria<br />
in maniera che tardi molto la notte<br />
sul mattino raggiante del tuo giorno.</p>
<p>Rio, 1954</p></blockquote>
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